Io dico sì, difficile da inquadrare perché dipende fortemente dal momento storico in cui è stato scritto.
slipeinlagen on
Sai non sembra male questa riforma dei programmi?
Ma davvero e di Valditara?
marcosimoncini on
È un romanzo bellissimo, peccato che a scuola te lo facciano odiare…
srandtimenull on
Il punto è, banalmente, che era stato introdotto nel programma scolastico a fine ‘800 perché ottimo esempio di “romanzo contemporaneo”.
Adesso non è più contemporaneo nemmeno per sbaglio, e per quanto importantissimo esempio di letteratura italiana, è giusto che i ragazzi di 15 anni leggano qualcosa di più recente, con un linguaggio più familiare e per un pubblico contemporaneo.
Il primo esempio di autore di romanzi italiano contemporaneo che mi viene in mente è Umberto Eco.
fph00 on
Cioè, spiegatemi, i Promessi Sposi sono un testo “troppo complesso dal punto di vista linguistico per gli allievi più giovani” quindi vanno spostati al quarto anno, ma la Divina Commedia al terzo anno invece va benissimo?
Classic_Fuel8599 on
In che indirizzi si legge? Io ho fatto l’ITIS e abbiamo fatto solo letteratura generale, non abbiamo studiato approfonditamente né Dante né Manzoni
Tifoso89 on
Vanno spostati fuori dalla scuola
TinTamarro on
Noi l’abbiamo dovuto fare in terza perché il “prof” dei primi 2 anni era incompetente al massimo e ci faceva fare solo gli schemini per i temi argomentativi.
E recuperato come, dite voi? Con le registrazioni in videocassetta dello sceneggiato Rai anni 70.
itamau87 on
Io in un ITIS, li studiai in quarta superiore.
Tutto il terzo anno dedicato alle Chanson de Roland, all’amor cortese e alla Divina Commedia. Dalla quarta in poi tutto il resto.
Non ricordo molto del Biennio, son passati 25 anni, però ricordo che in prima superiore ci dettero da studiare, ed apprezzai enormemente, Iliade, Odissea ed Eneide.
Ho ancora buona parte dei libri di testo.
OkAd1622 on
Sono d’accordo solo se decidono un unico testo in sostituzione il secondo anno (io sarei per Il nome della rosa di Umberto Eco, che è super istruttivo per tante cose ) perché è bello avere una cultura comune con ogni italiano/a che ha studiato lo stesso libro.
Far decidere al prof di turno significa forte disparità tra una classe e l’altra, tra chi fa Umberto Eco e chi fa 3 metri sopra il cielo.
Cmq io sono tra i pochi che hanno adorato i promessi sposi e andavo avanti a leggerlo da sola perché volevo sempre sapere come andava avanti <3
Italia_est_patriam on
Io dico di no semplicemente perché quella noia voglio che gli studenti se la tolgono subito. Molto meglio godersi leopardi e dante dopo
Wrong_Low5367 on
La sventurata rispose.
Eldritch_Lit_Lover on
Eh allora… personalmente sono un po’ diviso. Nel senso, la questione “al biennio studiate libri più facili” è una cagata colossale, anche perché a dirla tutta “I promessi sposi” non è un romanzo particolarmente complesso. Voglio dire, in seconda media io gli faccio fare la parafrasi di Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso, e per la prosa leggiamo il Decameron che è decisamente più difficile de I promessi sposi.
Detto questo, resta da chiedersi se abbia senso tenere I promessi sposi come opera fondamentale della letteratura italiana e, per me, la risposta è no. Nel senso, fondamentale lo è, ma non per chi fa le superiori. La sua importanza non è tanto nell’essere il primo romanzo italiano (Le ultime lettere di Jacopo Ortis viene prima, e questo senza considerare tutti i protoromanzi settecenteschi), quanto nello sviluppo della lingua italiana e nella capacità che ha avuto nel creare una lingua nazionale. Questo però alle superiori lo puoi raccontare quando fai Manzoni come qualunque altro autore; come opera da studiare nella sua interezza proprio per scopi linguistici e storico-linguistici, è più adatta ad un’università, dove si presume ci vada chi è effettivamente interessato a queste faccende.
(E comunque, du palle i promessi sposi dai. Va bene leggerne qualche estratto, ma praticamente tutto il libro è anche evitabile)
And_Yet_I_Live on
…scusa ma non era già la norma farlo in quarta?
Zestyclose_Ad8420 on
che poi ormai visto che intere generazioni di Italiani lo hanno studiato ha un ruolo contemporaneo proprio per quello, E’ perfetto per il quarto/quinto anno, da insegnare con un inquadramento diverso pero’, perche’ in effetti molti risvolti dei promessi sposi sono ancora vivissimi.
quanti di voi lo hanno riletto da adulti? e’ piu’ bello di quanto vi ricordiate.
freeksss on
Bene, ma viene da quelli.che vogliono il latino alle medie.
ba0lian on
Io sposterei i Promessi Sposi al primo anno, di lettere e filosofia pero’. Stiamo sempre a rimestare lo stesso brodo fatto di testi polverosi e inattuali, intanto questi poveri liceali che a stento parlano l’italiano si ammorbano e identificano la pagina scritta con qualcosa di distante, inutile. Infatti, vai a vedere le statistiche, o banalmente fai un rapido censimento delle tue conoscenze, e trovi un livello di alfabetizzazione imbarazzante, mentre per la quantita’ di Manzoni, Dante & soci che ci siamo sciroppati dovremmo essere tutti Leopardi redivivi.
peopeopeopeo10 on
Da levare del tutto dai programmi
Anni a buttare il tempo studianosi la trama di un romanzo introdotto originariamente per insegnare l’italiano tramite un romanzo contemporaneo. Che ottusamente è diventato una sorta di “testo sacro” da imparare a memoria in tutti i suoi personaggi trame ecc. assuro
quellofool on
> La Divina Commedia non sarà più distribuita lungo tre anni, ma concentrata tra terzo e quarto anno.
Hold up
MoonWorseBoy on
Secondo me I promessi sposi avrebbe solo bisogno di una svecchiata, ad esempio con una trasposizione cinematografica stile Guy Ritchie, con i flashback di Fra Cristoforo che picchia tutti col tirapugni.
Luck88 on
Sarebbe ironico se si decidesse collettivamente di fare Il Nome della Rosa al posto de I Promessi Sposi visto il famoso discorso di Eco su “La Scuola fa odiare i classici” in cui diceva proprio di aver adorato I Promessi Sposi perché lo aveva letto per conto suo.
logicaoreobot on
L’ironia di usare un’immagine generata dall’IA per l’articolo… A nessuno frega più un cazzo dell’arte
artstoria99 on
Ma solo a me la lista di autori proposti come sostituti sembra supersbilanciata?
Italo Calvino per un biennio è molto facile, dovrebbe essere affrontato già alle medie…
Dostoevskij invece prima di terzo/quarto ma pure quinto anno è tosto.
Comprendo voler spostare Manzoni al quarto anno per ragioni di competenze, ma non sono una fan di levarlo fuori dagli anni della scuola dell’obbligo.
Poi io sarei anche concorde di far Dante in 2 anni invece che 3 (Paradiso veramente troppo ostico), purché il nuovo sistema non inifici troppo sull’apprendimento degli studenti.
Boh io ho sempre l’impressione che sti cambi abbassino l’asticella, ma è vero che il programma di letteratura è sempre stato eccessivamente denso…
Konatotamago on
Io vi farei leggere Bukowski al primo anno.
CommanderP5 on
A noi alle superiori avevano fatto leggere Il Giardino dei Finzi Contini ed Il Ponte sulla Drina..
Avrei di gran lunga preferito i Promessi Sposi..
Due palle megagalattiche!
davide0033 on
uhh, noi lo stiamo facendo adesso, ovvero il quarto anno. da noi è così da parecchio
27 commenti
Io dico sì, difficile da inquadrare perché dipende fortemente dal momento storico in cui è stato scritto.
Sai non sembra male questa riforma dei programmi?
Ma davvero e di Valditara?
È un romanzo bellissimo, peccato che a scuola te lo facciano odiare…
Il punto è, banalmente, che era stato introdotto nel programma scolastico a fine ‘800 perché ottimo esempio di “romanzo contemporaneo”.
Adesso non è più contemporaneo nemmeno per sbaglio, e per quanto importantissimo esempio di letteratura italiana, è giusto che i ragazzi di 15 anni leggano qualcosa di più recente, con un linguaggio più familiare e per un pubblico contemporaneo.
Il primo esempio di autore di romanzi italiano contemporaneo che mi viene in mente è Umberto Eco.
Cioè, spiegatemi, i Promessi Sposi sono un testo “troppo complesso dal punto di vista linguistico per gli allievi più giovani” quindi vanno spostati al quarto anno, ma la Divina Commedia al terzo anno invece va benissimo?
In che indirizzi si legge? Io ho fatto l’ITIS e abbiamo fatto solo letteratura generale, non abbiamo studiato approfonditamente né Dante né Manzoni
Vanno spostati fuori dalla scuola
Noi l’abbiamo dovuto fare in terza perché il “prof” dei primi 2 anni era incompetente al massimo e ci faceva fare solo gli schemini per i temi argomentativi.
E recuperato come, dite voi? Con le registrazioni in videocassetta dello sceneggiato Rai anni 70.
Io in un ITIS, li studiai in quarta superiore.
Tutto il terzo anno dedicato alle Chanson de Roland, all’amor cortese e alla Divina Commedia. Dalla quarta in poi tutto il resto.
Non ricordo molto del Biennio, son passati 25 anni, però ricordo che in prima superiore ci dettero da studiare, ed apprezzai enormemente, Iliade, Odissea ed Eneide.
Ho ancora buona parte dei libri di testo.
Sono d’accordo solo se decidono un unico testo in sostituzione il secondo anno (io sarei per Il nome della rosa di Umberto Eco, che è super istruttivo per tante cose ) perché è bello avere una cultura comune con ogni italiano/a che ha studiato lo stesso libro.
Far decidere al prof di turno significa forte disparità tra una classe e l’altra, tra chi fa Umberto Eco e chi fa 3 metri sopra il cielo.
Cmq io sono tra i pochi che hanno adorato i promessi sposi e andavo avanti a leggerlo da sola perché volevo sempre sapere come andava avanti <3
Io dico di no semplicemente perché quella noia voglio che gli studenti se la tolgono subito. Molto meglio godersi leopardi e dante dopo
La sventurata rispose.
Eh allora… personalmente sono un po’ diviso. Nel senso, la questione “al biennio studiate libri più facili” è una cagata colossale, anche perché a dirla tutta “I promessi sposi” non è un romanzo particolarmente complesso. Voglio dire, in seconda media io gli faccio fare la parafrasi di Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso, e per la prosa leggiamo il Decameron che è decisamente più difficile de I promessi sposi.
Detto questo, resta da chiedersi se abbia senso tenere I promessi sposi come opera fondamentale della letteratura italiana e, per me, la risposta è no. Nel senso, fondamentale lo è, ma non per chi fa le superiori. La sua importanza non è tanto nell’essere il primo romanzo italiano (Le ultime lettere di Jacopo Ortis viene prima, e questo senza considerare tutti i protoromanzi settecenteschi), quanto nello sviluppo della lingua italiana e nella capacità che ha avuto nel creare una lingua nazionale. Questo però alle superiori lo puoi raccontare quando fai Manzoni come qualunque altro autore; come opera da studiare nella sua interezza proprio per scopi linguistici e storico-linguistici, è più adatta ad un’università, dove si presume ci vada chi è effettivamente interessato a queste faccende.
(E comunque, du palle i promessi sposi dai. Va bene leggerne qualche estratto, ma praticamente tutto il libro è anche evitabile)
…scusa ma non era già la norma farlo in quarta?
che poi ormai visto che intere generazioni di Italiani lo hanno studiato ha un ruolo contemporaneo proprio per quello, E’ perfetto per il quarto/quinto anno, da insegnare con un inquadramento diverso pero’, perche’ in effetti molti risvolti dei promessi sposi sono ancora vivissimi.
quanti di voi lo hanno riletto da adulti? e’ piu’ bello di quanto vi ricordiate.
Bene, ma viene da quelli.che vogliono il latino alle medie.
Io sposterei i Promessi Sposi al primo anno, di lettere e filosofia pero’. Stiamo sempre a rimestare lo stesso brodo fatto di testi polverosi e inattuali, intanto questi poveri liceali che a stento parlano l’italiano si ammorbano e identificano la pagina scritta con qualcosa di distante, inutile. Infatti, vai a vedere le statistiche, o banalmente fai un rapido censimento delle tue conoscenze, e trovi un livello di alfabetizzazione imbarazzante, mentre per la quantita’ di Manzoni, Dante & soci che ci siamo sciroppati dovremmo essere tutti Leopardi redivivi.
Da levare del tutto dai programmi
Anni a buttare il tempo studianosi la trama di un romanzo introdotto originariamente per insegnare l’italiano tramite un romanzo contemporaneo. Che ottusamente è diventato una sorta di “testo sacro” da imparare a memoria in tutti i suoi personaggi trame ecc. assuro
> La Divina Commedia non sarà più distribuita lungo tre anni, ma concentrata tra terzo e quarto anno.
Hold up
Secondo me I promessi sposi avrebbe solo bisogno di una svecchiata, ad esempio con una trasposizione cinematografica stile Guy Ritchie, con i flashback di Fra Cristoforo che picchia tutti col tirapugni.
Sarebbe ironico se si decidesse collettivamente di fare Il Nome della Rosa al posto de I Promessi Sposi visto il famoso discorso di Eco su “La Scuola fa odiare i classici” in cui diceva proprio di aver adorato I Promessi Sposi perché lo aveva letto per conto suo.
L’ironia di usare un’immagine generata dall’IA per l’articolo… A nessuno frega più un cazzo dell’arte
Ma solo a me la lista di autori proposti come sostituti sembra supersbilanciata?
Italo Calvino per un biennio è molto facile, dovrebbe essere affrontato già alle medie…
Dostoevskij invece prima di terzo/quarto ma pure quinto anno è tosto.
Comprendo voler spostare Manzoni al quarto anno per ragioni di competenze, ma non sono una fan di levarlo fuori dagli anni della scuola dell’obbligo.
Poi io sarei anche concorde di far Dante in 2 anni invece che 3 (Paradiso veramente troppo ostico), purché il nuovo sistema non inifici troppo sull’apprendimento degli studenti.
Boh io ho sempre l’impressione che sti cambi abbassino l’asticella, ma è vero che il programma di letteratura è sempre stato eccessivamente denso…
Io vi farei leggere Bukowski al primo anno.
A noi alle superiori avevano fatto leggere Il Giardino dei Finzi Contini ed Il Ponte sulla Drina..
Avrei di gran lunga preferito i Promessi Sposi..
Due palle megagalattiche!
uhh, noi lo stiamo facendo adesso, ovvero il quarto anno. da noi è così da parecchio
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