E`una questione un filo tecnica, ma in poche parole, l’Italia ha “convertito” correttamente una direttiva EU sull’acqua potabile entro il 2023, ma non l’ha mai attuata/recepita. Insomma hanno detto “si si adesso scriviamo sul nostro grande libro delle leggi che facciamo i controlli di qualità e tutto il resto”, poi però non hanno mai attuato regolamenti e normative in Italia per farlo… Adesso il governo ha 2 mesi per rispondere, pena iniziare a pagare finchè non si risolve la questione. PS: L’altra procedura di infrazione —sulle acque— già aperta, è una questione più tecnica sul prelievo di acqua e sulla navigazione, insomma, riguarda di meno i cittadini.

La cosa ‘simpatica’ è che la commissione dice che il recepimento della normativa EU da parte dell’Italia:

– è caratterizzata da un “rinvio di alcuni degli obblighi stabiliti” e all’ ”uso troppo ampio delle deroghe ad alcune prescrizioni“

L’italia che fa questo? …impossibile, per questo mi tocca derogare a quando scritto in precedenza e poi ci penserò a modificare il testo più avanti (cioè mai) =D non so quanti Decreti italiani sono praticamente inutili perchè scritti in gazzetta ma in attesa dei regolamenti attuativi e quando si fanno, arriva la deroga il giorno dopo. Eheh.

Punti chiave:

La nuova versione della direttiva europea sull’acqua potabile – adottata nel 2020 – è stata recepita in maniera incorretta e incompleta da parte del governo italiano. Per questo motivo, la Commissione Europea ha annunciato oggi (29 aprile) di aver avviato una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia, concedendo all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni due mesi di tempo per presentare le proprie osservazioni rispetto alla violazione contestata

“Gli Stati”, spiega ancora l’esecutivo comunitario, “erano tenuti a trasporre la direttiva nella legislazione nazionale e a conformarsi alle disposizioni in essa contenute entro il 12 gennaio del 2023“. L’Italia ha effettivamente provveduto a recepire il testo, ma secondo Palazzo Berlaymont le norme adottate dal nostro Paese contengono ancora “diverse lacune”. Tra le più significative, la Commissione cita una valutazione dei rischi insufficiente nei sistemi domestici di distribuzione dell’acqua (l’introduzione di controlli specifici nelle tubature interne degli edifici è proprio una delle principali novità della nuova versione della direttiva), la mancanza dell’obbligo di informare adeguatamente le persone più vulnerabili su come accedere all’acqua potabile e l’assenza di valori guida per gestire la presenza di residui nocivi rilasciati dai pesticidi presenti nell’acqua potabile (i cosiddetti metaboliti). Più in generale, l’esecutivo comunitario rileva che la trasposizione italiana della direttiva è caratterizzata da una tendenza al “rinvio di alcuni degli obblighi stabiliti” e all’”uso troppo ampio delle deroghe ad alcune prescrizioni“, pensate come temporanee e limitate.

La procedura d’infrazione avviata oggi è la seconda che l’Italia subisce nel giro di quattro mesi sul tema delle politiche idriche dell’UE

Se vi interessa, giusto qualche giorno fa ISPRA ha presentato il rapporto sullo stato delle acque italiane (che include inquinanti e robe chimiche nei fiumi e falde insomma), l’avevo visto ma è ”pesante e tecnico” e non ne so nulla.

Ma tramite c’è il report (20mb di PDF) e questa la mappa estratta con lo stato delle acque italiane generale e gli inquinanti nei fiumi (poi ci son le falde ecc.. ma non ho tempo e voglia di estrarre tutto).

Nuova procedura d’infrazione UE contro l’Italia: nel mirino la direttiva sull’acqua potabile



di sr_local

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1 commento

  1. itamau87 on

    Mi lascia perplesso il punto sui controlli sulle tubature interne degli immobili.

    Chi dovrà controllare?

    Come dovrebbe controllare? Visto che sono quasi sempre murate e non visibili dall’esterno ( a meno di impianti con scatola collettore ).

    Quali sarebbero le tubature fuorilegge?

    – Piombo? Facile, ma negli edifici storici protetti dalla soprintendenza come si fa?

    – Ferro? Il 100% delle case costruite fino agli anni ’90 hanno tutte le tubazioni in ferro zincato. Bona, una volta rilevato che eventualmente non vanno bene, che si fa? Multa? Inabitabiltà finché gli impianti non vengono rifatti? Auguri!

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