
Era un “procedimento amministrativo” ma Musk e la ex CEO non si son mai presentato il tribunale e non collaborano all’indagine.
Giusto pochi giorni fa Musk si è accordato con la SEC, pagando 1,5mln di multa, per aver cercato di manipolare (abbassare) il valore di Twitter di almeno 150mln prima di acquisirlo (raccontava storie su bot, abbassava il numero utenti, ecc..)
Adesso X è accusata di violare il Digital Services Act (DSA) UE con rischi istemici su disinformazione e AI.
E`un procedimento importante perchè potrebbe essere ”fare giurisprudenza“ in Europa, in Italia ci sono già indagini simili.
Diverse le accuse: manipolazioni algoritmiche per influenzare il dibattito politico, nudi deepfake, disinformazione
Le accuse sono pesanti e riguardano il cuore del funzionamento della piattaforma. L’indagine nasce da una denuncia presentata all’inizio del 2025 dal deputato francese Eric Bothorel e si concentra su presunte manipolazioni algoritmiche operate da X per influenzare il dibattito politico francese. Secondo gli investigatori, la piattaforma avrebbe alterato la visibilità dei contenuti in modo da favorire determinate narrative politiche e amplificare campagne di disinformazione.
Ma non è questo l’unico fronte. Al centro dell’inchiesta vi sono anche le attività di Grokil chatbot sviluppato dalla società xAI di Musk e integrato all’interno dell’ecosistema di X. Le autorità francesi sospettano che il sistema sia stato utilizzato per creare e diffondere contenuti illegali, tra cui negazioni dell’Olocausto e immagini pornografiche deepfake generate senza il consenso delle persone coinvolte.
In alcuni casi, secondo le accuse, sarebbero stati prodotti anche materiali assimilabili ad abusi sessuali su minori creati artificialmente attraverso l’intelligenza artificiale.Musk sapeva e non ha fatto niente?
È questo il punto più delicato dell’intera vicenda. Non si tratta soltanto di responsabilità editoriale o moderazione insufficiente dei contenuti, ma della possibile contestazione di una tolleranza consapevole verso la produzione e la diffusione di materiale criminale.
Le procure europee stanno infatti iniziando a considerare le piattaforme non più come intermediari neutrali, ma come soggetti che possono rispondere penalmente se i loro strumenti tecnologici facilitano reati gravi o se non intervengono pur essendo a conoscenza dei rischi.La Francia, in questo senso, sta tentando di costruire un precedente giuridico di grande portata. Il passaggio all’indagine penale segnala che le autorità ritengono di avere elementi sufficienti per ipotizzare responsabilità dirette da parte del management della società. Una linea molto più aggressiva rispetto agli approcci tradizionali adottati finora nei confronti delle grandi piattaforme digitali.
Dalla Francia all’Italia, al resto d’Europa, l’indagine su X potrebbe aprire un’inchiesta sull’AI molto più ampia
La vicenda però va ben oltre il conflitto diplomatico tra Francia e Stati Uniti. In Italia, l’Agcom vigila su X per analoghi rischi pre-elezionimentre l’Unione europea potrebbe estendere le indagini su Meta AI, per il suo chatbot Llama integrato in WhatsApp/Instagram, sospettato di amplificare propaganda politica e deepfake non consensuali durante le elezioni europee.
di sr_local
1 commento
Paga un milione di multa dopo averne risparmiati 150.
Ci vuole una bella rivoluzione alla francese.