

È`solo l’estrapolato dal l’enorme rapporto INVALSI 2025.
C’è un articolo leggibile sul Sole24Ore l’altro giorno, credo sia dietro paywall. In due parole, hanno elaborato che i dati sono tornati a livello 2018/2019, o peggiori… estrapolato:
Dall’italiano alla matematica: a scuola il livello è più basso del pre-Covid
Dai dati Invalsi 2025 a livello provinciale emerge un calo fino a 11 punti rispetto al 2019: Sud indietro, ma fatica anche il Centro-Nord
A scuola la pandemia non è mai passata. Anzi, sembra aver peggiorato i gap preesistenti negli apprendimenti. È l’impressione che emerge dalle rilevazioni Invalsi dell’anno scorso disaggregate a livello provinciale.
Se ci soffermiamo sulle competenze in italiano e matematica, i due saperi considerati essenziali per partecipare alla vita attiva, alla fine del primo e del secondo ciclo di istruzione scopriamo, infatti, che nel 2024/25 quasi uno studente su due è arrivato alla licenza media o al diploma senza aver raggiunto i livelli minimi attesi. Con un gap rispetto ai risultati del 2018-19, l’ultimo anno scolastico pre-Covid, che va dai cinque agli 11 punti.
Riscontri negli atenei
Numeri che parlano da soli. E che trovano in parte riscontro anche all’università(con le prove Teco). Rendendo l’emergenza qualità del capitale umano ancora più attuale in un Paese che, pur avendo fatto passi da gigante sulla dispersione scolastica (siamo all’8,2% nel 2025 contro il 9,1% di media europea così da aver raggiunto cinque anni prima il target del 9% fissato per il 2030), perde oltre 10omila alunni l’anno a causa della denatalità, resta penultimo nell’Ue per giovani laureati (peggio di noi fa solo la Romania), e sconta un mismatch che ormai è strutturale e interessa la metà degli ingressi al lavoro.
Il tema non è nuovo. Nel luglio scorso in occasione della presentazione dei risultati delle prove standardizzate 2025 era emerso che alla fine delle superiori uno studente su due, suppergiù, registrava competenze inadeguate sia in italiano che in matematica. Con il solito divario Nord-Sud a complicare il quadro.
Il miglioramento sul fronte degli abbandoni
In quella sede ci si soffermava però sul confronto con l’anno prima e si parlava di una battuta d’arresto generalizzata rispetto al 2023/24 e dovuta anche al miglioramento sul fronte degli abbandoni (tra il 2023 e il 2025 è tornato a scuola circa mezzo milione di ragazzi, spinti anche dai piani Agenda Sud e Agenda Nord finanziati dal ministro Giuseppe Valditara con oltre un miliardo di euro). Trattenere tra i banchi più studenti ha, quasi inevitabilmente, spinto al ribasso i risultati medi e compresso le aree di eccellenza.
I cali rispetto al pre-Covid
In attesa di conoscere gli esiti delle prove Invalsi 2026, che termineranno il 29 maggio per le seconde superiori, in questa sede proviamo a ragionare in un’ottica di medio periodo. Confrontando l’ultimo dato disponibile (il 2025) con il pre-Covid. Scopriamo così che l’onda lunga della Dad abbattutasi a scuola tra il 2019/20 e il 2020/21 lascia ancora strascichi. Cinque ministri e quattro governi dopo.
Prendiamo la quinta superiore: nel 2018/19 gli studenti che raggiungevano il traguardo prefissato negli apprendimenti (cioè livello 3, 4 o 5 nelle rilevazioni Invalsi, ndr) in italiano erano il 64,93%, quasi due su tre; nel 2024/25 invece il 52,67%, cioè uno su due. Peggio ancora in matematica visto che allora eravamo al 61,49% e ora siamo al 50,74. Leggermente meglio va in terza media: in italiano siamo sotto di sei punti sul 2019 (58,34% a 64,94); in matematica di cinque (55,51% contro 60,73).
I gap territoriali
Se passiamo al livello provinciale – limitandoci alla quinta superiore che è un po’ l’apice del problema – scopriamo che non soffre solo il Mezzogiorno. Sia perché la forbice tra prima e ultima della classe si è ridotta, in italiano, dai 48 punti del 2018/19 ai 35 del 2024/25, e in matematica da 58 a 45 punti. Sia perché gli unici casi di recupero sul campo sono al Sud.
Sebbene la locomotiva resti settentrionale – con Lecco prima tanto in italiano quanto in matematica – i pochi casi di miglioramento sono tutti sotto al Garigliano. Come dimostrano le quattro province (Caserta, Benevento, Reggio Calabria e Agrigento) al di sopra dei risultati pre-Covid per l’italiano e le sette per la matematica (Benevento, Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza, Agrigento, Crotone).
Da Milano a Firenze e Roma: crollo nelle metropoli del Centro-Nord
In un contesto del genere un supplemento di attenzione lo meritano le città del Centro-Nord che perdono terreno. Prendiamo Milano: in italiano, nel 2018/19 gli studenti in linea con gli apprendimenti erano il 75,68%, nel 2024/25 sono il 59,69. E cali tra 10 e 20 punti si sono registrati anche a Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma.
Stesso dicasi per la matematica. E questa è una cattiva notizia anche per il mercato del lavoro, sempre più a caccia come sappiamo di profili Stem. Il rischio implicito è aggiungere al danno anche la beffa: abbiamo sempre meno giovani e in larga parte anche impreparati sia per lo studio che per il lavoro. Una doppia zavorra che l’Italia non può proprio permettersi.
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di sr_local
8 commenti
Strano, come se la dad avesse abbassato il gia’ non ottimo livello.
Ma almeno ha salvato le vite dei nostri ragazzi!
Vedendo la preparazione media degli studenti che arrivano al primo anno di università dove lavoro io, e il loro approccio allo studio, oltre al Covid (che ormai è un ricordo “lontano”), hanno fatto danni enormi ChatGPT e tutti gli altri LLM. Troppi lo usano “per studiare” non rendendosi conto che caricare una foto dell’esercizio e copiare la soluzione *non* vuol dire averlo risolto, né chiaramente saperlo risolvere.
Lungi dal voler essere una spiegazione in toto di questo fenomeno, è più che altro un aneddoto, ma il declino nella preparazione media degli studenti è evidente è continuato nel tempo
Siamo tutti schiavi del 10% più scarso
Qualche era geologica fa, quando ero io alle superiori, già si parlava di percorsi diversi per chi era più bravo; tutti sifonati perché discriminatori e non inclusivi
Il risultato? 1/3 di classe con 100 alla maturità e 2/3 con 60
Questa mania di “non lasciare nessuno indietro” é un cappio al collo di chi vuole ed ha la capacità di fare.
Bisogna guardare in faccia alla realtà: se non sai fare 2+2 alle superiori non puoi fare lezione con chi fa le matrici
Questo patetico buonismo ci sta uccidendo tutti
rotting brains
> con Lecco prima tanto in italiano quanto in matematica
Average Lecco win 💪💪
r/quandoceralostereo
Per esempio in Italia si demonizzano gli istituti tecnici, quando in realtà potrebbero essere ottimi. Abbiamo questa convinzione culturale che se non sei laureato non sei nessuno, e infatti siamo strapieni di laureati con lode che lavorano per 600 euro al mese. Il problema è che spesso gli istituti tecnici spesso finiscono per essere un “parcheggio” per studenti “problematici” quando invece potrebbero essere un’ottima opzione per chi è appassionato di meccanica, elettronica etc. E infatti all’estero è così, in Francia ci sono formazioni per tutti, anche ultra specializzate tipo manutenzione aeronautica. E questa poi è tutta gente che trova lavoro dal giorno uno e che spesso guadagna anche più dei nostri laureati. Poi se un domani vogliono fare l’università possono compensare le loro lacune facendo dei corsi specializzati tipo mini lauree di livello più basso, vedasi i vari MBO, HBO in Olanda per esempio
Colpa mia chat l’ho fatto a caso