
Carceri piene al 139%, stranieri diminuiscono (dal picco del 37% nel 2007 al 31,7% attuale), oltre la metà (60%) è una persona recidiva che è già stata in carcere e sono in leggero calo (dal 15,3 al 14,7%) chi è in attesa di giudizio sul totale carcerati.
Articolo semplice: Detenuti “murati vivi” in celle senza acqua calda e tasso di sovraffollamento al 139%: il rapporto Antigone sulle carceri italiane
Il rapporto: Tutto chiuso – XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione
Al 30 aprile di quest’anno nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono a soli 46.318 posti realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%con 73 istituti in cui supera il 150% e otto carceri in cui raggiunge, addirittura, il 200%. Solo 22 istituti in Italia non sono sovraffollati
A contribuire al sovraffollamento, spiega ancora il rapporto, non è tanto “l’aumento della criminalità” anche perché “i reati in Italia restano sostanzialmente stabili e nei primi mesi del 2025 risultano addirittura in calo dell’8%”, così come calano “anche gli ingressi in carcere e continua a diminuire il ricorso alla custodia cautelare, che oggi riguarda il 24,1% delle persone detenute”. A crescere, spiega il rapporto, sono “le pene più lunghe e gli effetti delle politiche punitive adottate dal governo, che dall’inizio della legislatura ha introdotto oltre 55 nuovi reati, più di 60 aggravanti e oltre 65 aumenti di pena”.
Ma soprattutto, denunciano dall’associazione, “il sistema continua a fallire sul terreno decisivo: evitare che chi esce dal carcere torni a delinquere”. Secondo il rapporto oggi solo il 40,8% delle persone detenute è alla prima carcerazione: “il 45,9% è già stato in carcere da una a quattro volte. Il 10,6% da cinque a nove volte. Il 2,7% addirittura più di dieci volte”. Un sistema “che non reinserisce”, denunciano ancora, “produce solo più insicurezza”. D’altronde per evitare recidive servono percorsi di reinserimentoma “gli investimenti” sono “largamente insufficienti”: solo il 29,3% delle persone detenute lavora – spiegano da Antigone – l’85,6% di queste lavora alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, spesso in mansioni poco spendibili fuori; solo il 4,9% lavora per soggetti esterni; appena il 7,9% frequenta corsi di formazione professionale; solo il 31% frequenta percorsi scolastici; appena il 3% è iscritto all’università.
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di sr_local
4 commenti
Non ti dico quale lunghezza avevo letto che aumenta 🫣😳
Quanti sono i detenuti per reati relativi agli stupefacenti?
Purtroppo quello che manca è la parte “rieducativa” del carcere. Se prendi una persona che ha commesso un reato e la chiudi a chiave per tot anni senza dare alcun tipo di alternativa per quando uscirà, la recidiva è, dati alla mano, fin troppo comune.
Servirebbero fondi che non si vogliono spendere per questo, o pene alternative, ma anche un approccio diverso da inasprire le pene ogni volta che un fatto di cronaca fa particolarmente scalpore non sarebbe male… Purtroppo con gente come Salvini al governo rimane tutto nel mondo dei sogni
Se cala la percentuale, ma i numeri assoluti crescono significa che gli stranieri NON calano ma restano uguali. Come si vede dal grafico. E i numeri a detta dello stesso report sono IN AUMENTO. Vorrei che si interpretassero un po’ meglio questi dati…