

D’altronde con l’80% di dipendenza da fonti esterne (importate da altre paesi)… infatti il costo alto non è causato tanto dalle tasse aggiuntive come si evince (non che sia bassa la tassazione eh… è giusto un filino meno della media EU, in particolare per i privati), ma è proprio il costo della energia base.
Articolo (paywall ma lo quoto tutto): https://www.ilsole24ore.com/art/prezzi-elettricita-italia-cenerentola-d-europa-116-euro-megawattora-contro-media-ue-85-euro-AIAePm8C
PDF (se non serve generare il token nuovo): https://circabc.europa.eu/rest/download/fe1cacad-1943-46a2-96e1-897f0bd10eff?ticket=
L’elettricità in Italia costa troppo. Il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica nel 2025 per gli italiani è stato di 116 euro/MWh. La media nell’Ue, invece, è di 85 euro/MWh. A metterlo nero su bianco è l’ultimo report pubblicato dalla Commissione europea basato sui quattro anni di attuazione del REPowerEu.
Le motivazioni
Le cause sono da individuare proprio nella dipendenza dell’Italia dal costoso gas naturale per la produzione di energia elettrica e della sua limitata flessibilità in termini di fonti non fossili e capacità di interconnessione. Un dato che dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente è destinato ad aumentare
Come evidenziato nel report, i combustibili fossili hanno rappresentato il 52,3% della produzione di energia elettrica in Italia durante tutto l’arco del 2025. Parliamo della quinta quota più alta di combustibili fossili nel mix energetico di un paese dell’Uemantenendo il loro ruolo strutturale come tecnologia dominante nella determinazione dei prezzi marginali e mantenendo i costi elevati.
Secondo l’analisi della Commissione europea, lo scorso anno i prezzi medi dell’elettricità sul mercato del giorno prima in Italia sono aumentati del 12%. La stangata – spiegano dall’Ue – è dovuta proprio all’aumento dei costi di approvvigionamento del gas naturale e della limitata produzione da fonti rinnovabili.
Un paese «vulnerabile»
Il report evidenzia che nonostante i costi diurni siano diminuiti negli ultimi anni a causa della crescente integrazione dell’energia solare, l’Italia rimane comunque vulnerabile a forti impennate dei prezzi durante le ore di punta della domanda.
Il motivo lo spiega la stessa indagine della Commissione europea, ovvero la diminuzione della produzione solare nelle ore serali e mattutinecombinata con la limitata flessibilità delle fonti non fossili, spesso costringe le centrali termoelettriche ad aumentare la produzione per colmare il divario tra domanda e offerta.
Nel 2025, infatti, i differenziali di prezzo in Italia si sono attestati in media a 46 euro/MWh, in calo del 36% rispetto al 2024, un valore significativamente superiore alla media Ue di 121 euro/MWh.
https://www.reddit.com/gallery/1tj9fqd
di sr_local
5 commenti
E se il sole la notte non splende come vorremmo mai coprire le esigenze delle industrie notturne? Ora ci sta il gas. Si torna indietro al carbone o ci si sveglia?
No ma continuiamo a dire che il nucleare non serve a niente…
Costa meno anche in Paesi che non hanno il nucleare, smettetela con la propaganda
https://euenergy.live/
Ma letteralmente nella descrizione degli ultimi paragrafi vuol dire che se si installa più solare non cambierebbe nulla poiché il problema rimarrebbe. Cioè che il solare smette di produrre quando non c’è il sole.
Quindi se aggiungi rinnovabili, non risolvi.
Duh.
Al contrario. Il costo è alto perché la % di rinnovabili non modulabili è troppo alta.
Quando sole e vento non bastano, l’italia deve usare fossili, che hanno costi tremendi per il fatto che funzionano poche ore e possono spalmare i costi fissi su una produzione bassa.
Oltre all’importare una bella fetta di elettricità e di pagare i sussidi alle rinnovabili perché, surprise, le rinnovabili non sono gratis.
Per questo oltre alle rinnovabili serve una fonte economica e modulabile, come il nucleare.