
Bisogna dire che dopo lo scontro con il governo sui data center, stava rischiando il Commissariamento la Lombardia, perchè non davano il via libera a dei progetti di carta center ritenuti strategici dal governo. Vedi articolo della scorsa settimana: Operazione data center in Lombardia, Fontana sfida Roma: “No al commissario” – la Repubblica(adesso si son adeguati a quanto pare).
Riassunto in poche righe: accelerano la burocrazia con un ufficio unico e una “cabina di regia” per le autorizzazioni, incentivano l’uso di aree dismesse da riqualificare, incentivano il riutilizzo del calore per il teleriscaldamento, obbligano a dare accesso a tutte le informazioni/metriche alle autorità e fissano un limite di tempo ai Comuni per mappare le aree dismesse dove far sorgere sti CED.
La pdl è qua: https://pubblicazioniweb.consiglio.regione.lombardia.it/Files/DocumentiSedute/Pubblici/DOC_2026521143856PDL150_123.pdf
Cosa dice la nuova legge
La nuova normativa – composta da 10 articoli – introduce una forte governance regionale sulle procedure autorizzatorie (Aia e Aua) e punta a tutelare il territorio. I colossi del digitale verranno spinti a insediarsi nelle aree di rigenerazione urbana e nei siti industriali dismessi (brownfield). Se un operatore deciderà invece di costruire su suolo agricolo, scatterà un pesante incremento del contributo di costruzione, i cui proventi saranno destinati a misure di riqualificazione e ripristino ambientale. I Comuni avranno un anno di tempo per adeguare i propri piani urbanistici e la mappatura delle aree dismesse sarà obbligatoria: per la Città Metropolitana di Milano e le province c’è l’obbligo di pubblicare online tutti i dati raccolti, pena l’esclusione dai fondi regionali.
Tra le novità principali figurano l’istituzione dello “Sportello regionale per i centri dati”, che gestirà il procedimento unico per le autorizzazioni, e una task force tecnica di supporto. L’attuazione della legge regionale, che non prevede nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, sarà infine monitorata da una cabina di regia, composta da tutti i principali attori pubblici coinvolti nell’analisi del “fenomeno centri dati”: rappresentanti della Regione, di ANCI Lombardia, di Upl, di Arpa, di Ersaf, della Città Metropolitana di Milano, delle Università e, previa intesa, da rappresentanti degli enti gestori delle reti infrastrutturali elettriche.
https://www.milanotoday.it/politica/legge-regionale-data-center-lombardia-milano.html
di sr_local
18 commenti
Esattamente quello che volevo leggere dopo aver visto 37°C a Maggio.
Proprio quello che serviva, non c’è mica carenza idrica per l’agricoltura un estate si e l’altra pure poi è pieno di bacini di stoccaggio
Figli di p…. Da tutta una vita dicono di risparmiare l’acqua , chiudere il rubinetto mentre vi lavate i denti etc…. e poi ci mettiamo a mettere i data center , così almeno avremmo acqua unita a merda da oggi in poi. Però ehyy il nucleare nooo eh
la cosa che mi lascia perplesso é questa: come fa uno sano di mente a creare un datacenter in italia con i costi dell’energia che abbiamo?
Porca troia, se succederà a Roma mi strappo le vesti. Già adesso andare in città è doloroso, fra poco diventerà una brace con tutto questo caldo
Molto bene, cerchiamo di distribuirli bene sul territorio lombardo però, non solo in zona Milano
In Lombardia abbiamo già nefandezze di ogni forma. Aggiungere anche centri dati mi sembra un po’ overkill, no?
Che godimento l’Italia. Investimenti per miliardi, e il pensiero comune è “bastardi usano la mia acqua”. Che paese di falliti.
Da capire impatto acustico e termico di queste soluzioni quando sono vicine a dei centri abitati
E il riscaldamento globale muto
Ma dove avete letto che i data center sprecano acqua? I sistemi di raffreddamento sono circuiti chiusi con scambiatori di calore. Non sono mica fabbriche che usano l’acqua per pulire i minerali…
Ho letto brevemente i limiti per la loro installazione e onestamente una cosa utile che ho trovato è che saranno indirizzati primariamente in capannoni o edifici abbandonati per poterli riqualificare. Qualora insistessero per uso di altro suolo dovranno pagare contributi importanti da direzionare alla salvaguardia ambientale lombarda.
Mi auguro non si aprano polemiche politiche, sarebbe utile mantenere il dibattito sull’impatto sui cittadini, se e in quale forma potrà portare benefici economici alla regione. Ambiente e lavoro devono andare di pari passo, nessuno dei due può sopravvivere in autonomia (per gli umani si intende) perché senza entrate economiche non ci sono risorse da investire e senza un ambiente salubre non si può fare economia a lungo.
Finalmente ci aggiorniamo……….pene
In Lombardia esci di casa e prendi fuoco, ma no, la priorità è costruire i dAtAcEntEr stRatEgiCih
What about water consumption? The Pianura Padana is already facing a lot of strain due to changed weather patterns with low snow in winter and scarce rains the other seasons, not to forget the huge need for water in rice plantations, industrial, and civic use.
Che merda. Se il capannone sta in un centro abitato chi lo sopporta il rumore maledetto che fa il data enter? Proposta di merda come sempre.
La gente che si lamenta probabilmente è la stessa che rimpiange il fatto che qualche decennio fa non abbiamo costruito centrali nucleari.
Il problema vero qua non è l’acqua o il rumore, ma se va come succede già in America, ci ritroveremo con blackout ed aumenti di costi in bolletta perché il gestore deve aumentare la capacità produttiva e distribuirà i costi su tutti gli utenti. Privatizzare gli utili e socializzare i costi insomma