
È solo il primo grado ma sicuramente è un cambiamento notevole:
Il Tribunale di Torino ha condannato per omicidio colposo l’amministratore delegato di Af Logistic e il responsabile del magazzino di Rivalta Torinese per il suicidio di Renato Fesceautista di 59 anni morto nel marzo 2023. Secondo i giudici, quel gesto estremo non può essere considerato un fatto esclusivamente personale, ma l’esito di un ambiente di lavoro caratterizzato da vessazioni, umiliazioni e turni massacranti, fino a 14-15 ore al giorno.
È una svolta culturale prima ancora che giudiziaria. Perché sposta l’attenzione dai rischi fisici ai rischi organizzativiricordando che la salute di un lavoratore comprende anche quella psicologica. Se un’impresa ha l’obbligo di prevenire una caduta dall’alto o un investimento in magazzino, dovrà dimostrare con la stessa attenzione di avere prevenuto situazioni di stress lavoro-correlatodi avere contrastato comportamenti vessatori e di avere organizzato il lavoro in modo compatibile con la salute delle persone
Autista suicida per «troppo» lavoro: condannato il datore di lavoro per omicidio colposo
di sr_local
10 commenti
Questa è una sentenza che dovrebbe attirare l’attenzione della politica, non le stronzate su Fakir e Roggero.
Prima di tutto perché solleva un problema serio, quello delle condizioni pietose nella logistica (anche se generalizzerei a tutti i settori essenziali a bassi margini). Secondo, perché è la prima sentenza di questo tipo che quindi crea un precedente davvero importante per il futuro.
Ma non ne parlerà nessuno, non vogliamo mica perdere i voti del settore. Come suggerisce la stessa sentenza non servono nuove leggi (quindi non c’è margine per fare populismo sui morti), servono più controlli e protezioni vere verso chi denuncia queste situazioni.
Ultimamente fanno più i tribunali che i sindacati – vedi anche condanna amazon per subappalti non vigilati e simili.
Mi sa che la lotta dei diritti dei lavoratori si è ormai spostata altrove.
un chiodo in più sulla bara dell’imprenditoria italiana
[deleted]
Più che altro come fanno ad essere legali turni da 15 ore al giorno, manco a Prato nelle fabbriche clandestine cinesi
Il problema è che la gente non ci sta più dentro, nemmeno lavorandone 24 di ore. Si cerca di ammazzarsi di lavoro per poi sbroccare ad un certo punto.
In questo caso è stata brava la Procura a portare prove convincenti sull’ambiente di lavoro e su tutto “il male” che girava lì.
Non era affatto una sentenza scontata.
Se ne parla perché è morto, se avesse lasciato il lavoro prima non sarebbe successo nulla. Lui si sarebbe tenuto tutti i danni psicologici dentro e nulla sarebbe successo all’azienda.
ma che stronzata. Se l’ambiente di lavoro era quello perché non se n’è andato a lavorare da un’altra parte?
Almeno una buona notizia, vedo sempre di più l’opinione che la limitazione di responsabità si debba applicare anche in questi casi.