
La commissione Affari europei accelera per dare il via libera allo schema di decreto legislativo che adegua le norme italiane al cosiddetto Ai Act, il regolamento europeo sull’uso dell’Intelligenza artificiale. Ma qualcosa non torna: «Con la scusa di adeguare le norme al regolamento europeo del 13 giugno 2024, si stanno allentando una serie di garanzie», avverte il dem Filippo Sensi. E secondo il senatore M5S Pietro Lorefice, che ha lasciato la commissione per protesta, «con il riconoscimento facciale si apre una deriva pericolosa e il Parlamento non può essere degradato a mera formalità. Un blitz che si è consumato nel silenzio dei Commissari di Fratelli d’Italia Forza Italia, come sempre garantisti a giorni alterni». Nel mirino in particolare due articoli del provvedimento, l’8 e il 10.
L’articolo 8 disciplina l’uso dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale per finalità di prevenzione e di ricerca di persone scomparse. Il comma 4 individua nel procuratore della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo di distretto l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione. Il comma 6, per i casi di urgenza, consente l’avvio del sistema previa «comunicazione, anche in forma orale» al pubblico ministero, con trasmissione della richiesta entro dodici ore.
Ma, rileva Sensi, la giurisprudenza europea ha escluso che il pubblico ministero possa autorizzare l’accesso ai dati personali contenuti in dispositivi elettronici, perché titolare delle indagini e parte processuale. Piuttosto, la soluzione corretta sarebbe quella di attribuire il potere autorizzativo a un giudice, il giudice per le indagini preliminari: lo stesso regolamento europeo del resto prevede che sia un’autorità giudiziaria o amministrativa indipendente a a dare il via libera.
L’articolo 10 invece introduce un meccanismo per cui i sistemi di videosorveglianza già autorizzati per legge vengono integrati con tecnologie di riconoscimento facciale a posteriori. Il comma 2 ne consente l’attivazione – dopo la commissione di un reato e per identificare persone già indiziate sulla base di documentazione video-fotografica – sotto la responsabilità di un ufficiale di pubblica sicurezza designato dal questore, senza alcuna autorizzazione giudiziaria o amministrativa. Il comma 3 prevede la raccolta preventiva e la memorizzazione locale dei dati biometrici di tutte le persone che accedono a luoghi in relazione ai quali vengono ravvisate esigenze di ordine pubblico, con conservazione per sette giorni.
In sostanza, senza l’autorizzazione di un’autorità giudiziaria o amministrativa terza, come invece richiederebbe il regolamento europeo, si dà la possibilità di riconoscere e individuare persone nella folla. È vero che anche il regolamento europeo lo permette, ma solo in casi eccezionali: cioè quando è necessario identificare un potenziale sospetto.L’ipotesi tipica è quella del reato appena consumato in un luogo pubblico ripreso da telecamere, le forze di polizia dispongono di un volto ma non sanno a chi appartenga e il sistema di riconoscimento facciale serve a dare un nome a quell’identità ancora ignota.
Il modello del regolamento Ue a cui l’Italia dovrebbe adeguarsi, rileva Sensi, «è reattivo e strettamente ancora al caso concreto»: «Soltanto dopo che una rapina è stata commessa in una stazione ferroviaria, ad esempio, le forze di polizia possono attivare il sistema per analizzare i filmati delle telecamere già acquisiti nell’ambito di quella specifica indagine, cercando corrispondenze con i soggetti già individuati come potenziali autori.L’elaborazione biometrica opera quindi su un corpus di dati già raccolti per finalità investigative, è limitata ai soggetti già sospettati di quel reato e non comporta la costituzione di un archivio autonomo e preventivo. In tal modo i dati degli altri presenti nella stazione, i passanti, i viaggiatori, non vengono acquisiti né memorizzati».
Il comma 3 dell’articolo 10 introduce invece, dice Sensi, un meccanismo «di natura qualitativamente diversa, ossia ammette che la raccolta e la memorizzazione dei dati biometrici avvenga prima che un reato sia commesso, prima che esista un’indagine, prima che vi sia un sospettato. Chiunque acceda a luoghi o eventi in relazione ai quali si registrano esigenze di ordine pubblico, come stadi, stazioni, piazze durante manifestazioni o concerti, vede i propri tratti biometrici acquisiti, elaborati e conservati per sette giorni in un archivio locale. Si ammette la costituzione di un archivio di volti, orari e luoghi costruito in via anticipatoria su una platea indifferenziata di cittadini che non sono sospettati di alcunché».
Ma le esigenze di sicurezza? «Siamo assolutamente convinti che alla magistratura e alle forze dell’ordine debbano essere forniti tutti gli strumenti che consentano loro di svolgere al meglio le indagini e che garantiscano la loro stessa sicurezza- sottolinea la dem Deborah Serracchiani- Ma con questo provvedimento, si eccede nell’uso di strumenti estremamente invasivi, come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e i sistemi di identificazione biometrica e di riconoscimento facciale, destinati a incidere sui diritti fondamentali e sulle libertà personali dei cittadini. Proprio per questo è indispensabile prevedere garanzie rigorose, il controllo preventivo dell’autorità giudiziaria e il pieno rispetto dei principi di necessità e proporzionalità previsti dal diritto europeo». «Giusto che le forze di polizia si dotino di tutti gli strumenti per controllare e prevenire reati», aggiunge Sensi, ma «non siamo uno stato di polizia, siamo uno stato di diritto». E Riccardo Magi (+Europa) incalza: «Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia è un attimo: è necessario vigilare con attenzione per evitare che, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza, si arrivi a una sorveglianza generalizzata e venga cancellata la privacy dei cittadini, alla faccia delle norme europee».
Il presidente della commissione, il senatore FdI Giulio Terzi di Sant’Agata, difende il testo, parlando di «impianto normativo equilibrato»: «L’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia dovrà avvenire in coerenza con il Regolamento europeo, nel rispetto della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Sono inoltre richiamati i principi di proporzionalità, non discriminazione, sorveglianza umana e trasparenza. Anche l’articolo 13 conferma la compatibilità della disciplina nazionale con il quadro europeo, prevedendo specifiche garanzie per l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale. L’impiego dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge comporta l’inutilizzabilità dei risultati e la loro cancellazione».
Lo schema, approvato da Palazzo Chigi a giugno, è ora sottoposto al parere delle competenti commissioni parlamentari: dopo il via libera e i pareri favorevoli delle Camere, diventerà legge. Ma anche il Garante della privacynel dare il parere favorevole, avverte: «Bisogna rafforzare le tutele per i dati biometrici».
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_luglio_29/ai-act-riconoscimento-facciale-7616afe4-9b87-43e5-9094-97a78f3f6xlk_amp.shtml
di Gloomy-Papaya2120
28 commenti
Big Melones is watching you!
Molto bene. Spero anche nell’implementazione del social score prima o poi.
Vendo maschere anti riconoscimento totalmente traspiranti. Vendo lenti a contatto nere.
Fa ridere il PD che si lamenta, lo stesso PD che in Europa ha votato per il Chat Control. È la prova che dicono no solo perché sono all’opposizione, ma queste cose fanno comodo anche a loro.
Sinistra e destra sono uguali: non hanno nessun interesse a risolvere il problema dei migranti che delinquono e ne approfittano per togliere diritti agli italiani.
Top poi il garante della privacy, che approva il riconoscimento di massa preventivo, ma redarguisce sulla gestione dei dati: “mi raccomando, non fate i monelli con tutti questi dati!”
E le donne che usano il burqa?
Poi uno non deve pensare che il *Musulmano Pazzo in Culo Semestrale ™️* che periodicamente ammazza gente in Europa non sia una false flag scientemente piazzata da chi vuole rendere ‘sto schifo più accettabile agli occhi del pubblico.
Credo che il punto chiave sia uno e uno soltanto:
siamo disposti a barattare un po’ di libertà per avere più sicurezza?
Personalmente io sono disposto.
Ma come, non era la Cina brutta e cattiva? Cadono le maschere, vogliono i dati, il controllo di internet e tutto il resto.
La Cina è vicina.
TL;DR
il nodo dello scontro politico è stabilire se concedere l’autorizzazione a usare il riconoscimento facciale sia una prerogativa del PM o del GIP, non si sta discutendo sulla legittimità della tecnologia nella sua interezza.
Insomma sembra che l’UE stia diventando una Cina a crescita zero.
Alla cinese
Ma scusate. Se devo essere controllato 24h su 24 a questo punto mi sposto in cina, almeno lì le cose funzionano.
Che sorpresa il governo fantoccio di palantir e dei suprematisti americani vuole fare la sorveglianza di massa
Se il governo Meloni scoprisse l’acqua calda direbbero che vogliono scottarci tutti, a forza di urlare al lupo..
Un altro passo verso la distopia. Quando un giorno, ma comunque troppo tardi, salterà fuori chi ha interessi a portare avanti queste porcherie da peggior dittatura spero almeno che faccia la fine che merita.
E menomale che parlavamo della Cina come qualcosa di impensabile lol
Almeno in Cina, da europeo, me ne sto meglio.
Sto pesnando di chiedere asilo politico in Cina, stiamo copiando tutto da loro, tranne la crescita del 5% annuo.
La L. 132/2025 (il cui titolo è «Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale») già interviene in materia di Intelligenza artificiale e già delega il governo ad adottare un provvedimento in materia.
Non comprendo perché ci sia un ulteriore schema di decreto legislativo (che dovrebbe competere all’esecutivo, non al Parlamento) su un argomento per cui c’è già una delega espressa.
Tra l’altro, l’IA è già ampiamente usata in luoghi “caldi” (stazioni, aeroporti) per motivi di sicurezza, basta leggere le varie informative privacy…
Mascherina, occhiali da sole, parrucca e cappuccio sempre nei luoghi pubblici.
MA NON DOVREBBE ESSERE INCOSTITUZIONALE?
Vuol dire che non posso più passare con il rosso in bici? 🫣
Nella città dove vivo nell’ultimo anno sono aumentata a dismisura le telecamere tipo flock per il controllo del traffico e non ho visto mai né un articolo né nessuno parlarne…
Prendono l’esempio dell Cina ?
Ormai abbiamo piu’ telecamere che in Cina, a che servano non s’e’ ancora capito.
Quando potro’ parcheggiare la bici sotto una di quelle senza che me la fottano in 20 minuti, che avvertano pls.
Sempre d’estate con la gente in vacanza…
Cyberpunk 2077 dio can.
Ma seriamente siamo arrivati a sti livelli?
Sega a batterie. Vestititi neri. Lasciate a casa telefoni e smartwatch