
Con riferimento alla ricerca citata dal Ministero dello Sviluppo e della Tecnologia, ho preparato una piccola analisi.
Ieri il ministero ha pubblicato i risultati di uno studio sui programmi abitativi, citandoli come una fonte affidabile di informazioni. Tuttavia, un esame più attento di questo studio solleva seri dubbi sulla sua qualità e affidabilità. Vale la pena esaminare più da vicino alcuni aspetti chiave che mettono in dubbio la credibilità di questo studio.
Innanzitutto lo studio è stato condotto da una società denominata "GRUPPO NAZIONALE DI RICERCA SPÓŁKA Z OGRANICZONĄ ODPOWIEDZIALNOŚCIĄ". Risulta che il 90% delle azioni della società appartengono a una persona: Łukasz Pawłowski. Inoltre, il capitale sociale della società è di soli 5.000 PLN, che è l’importo minimo richiesto per costituire una società a responsabilità limitata. Inoltre, la società è registrata in un ufficio virtuale a Varsavia. Questi fatti sollevano domande giustificate sull’effettivo background e sull’esperienza di questa azienda nel condurre ricerche affidabili su scala nazionale.
Tuttavia, il problema più importante è la scelta della metodologia di ricerca. È stato scelto il metodo CATI (Computer-Assisted Telephone Interviewing), che non rappresenta una scelta ottimale per approfondire un tema così complesso come quello dei programmi abitativi. CATI ha i suoi limiti, come tempi di risposta brevi che possono portare a opinioni superficiali, mancanza di opportunità di riflettere su domande in profondità e capacità limitata di porre domande aperte e analizzare risposte più complesse. Metodi molto migliori per questo tipo di ricerca sarebbero le interviste individuali approfondite (IDI), che consentirebbero un esame più dettagliato delle opinioni e delle esperienze degli intervistati, o le interviste di focus group (FGI), che consentirebbero la discussione e lo scambio di opinioni. tra i partecipanti.
L’analisi delle domande incluse nell’indagine rivela seri problemi nella loro costruzione. Ad esempio, la domanda sui principali ostacoli all’acquisto del proprio appartamento non ha tenuto direttamente conto della questione chiave: i prezzi elevati degli immobili. Invece, abbiamo una risposta enigmatica "Inna"scelto da ben il 37,04% degli intervistati. È interessante notare che "mancanza di disponibilità di nuovi appartamenti" è stata descritta dettagliatamente, anche se la ha scelta solo il 15,53% degli uomini. Solo a pagina 15 del rapporto appare l’informazione che nella categoria "Altro" la risposta dominante sono stati proprio i prezzi elevati degli immobili. Questa questione chiave dovrebbe essere inclusa come opzione separata nella domanda principale.
Un altro esempio di struttura problematica delle domande è quello riguardante la conoscenza del programma di mutui immobiliari del governo #inizio. Questa domanda è formulata in modo da suggerire una risposta, utilizzando frasi positive come "aiutare i giovani polacchi" Se "primo appartamento". Tale formulazione può incoraggiare gli intervistati a rispondere affermativamente, anche se la loro conoscenza del programma è trascurabile. Non sorprende quindi che abbia risposto ben il 69,78% degli intervistati "non".
In sintesi, l’analisi di questo studio rivela una serie di problemi metodologici ed etici, tra cui la discutibile credibilità della società di ricerca, una metodologia di ricerca inappropriata, una costruzione distorta delle domande e l’omissione di questioni chiave dalle domande principali. Questi fattori minano seriamente la credibilità dei risultati dello studio. Il Ministero, basandosi su tale studio, potrebbe prendere decisioni basate su dati incompleti o distorti.
Come società, dovremmo aspettarci che le istituzioni statali utilizzino una ricerca affidabile, obiettiva e condotta professionalmente, soprattutto su questioni importanti come la politica abitativa. Sfortunatamente, lo studio citato dal ministero non soddisfa questi standard. È necessario condurre uno studio più affidabile e completo che rispecchi realmente la situazione del mercato immobiliare e consenta lo sviluppo di soluzioni efficaci.
Badania zrobione z góry pod tezę – #nieruchomosci
byu/bordeux inPolska
di bordeux
3 commenti
Myślisz, że jakby to zrobiła jakaś firma z tzw. wielkiej czwórki, to wyniki byłyby niezgodne z planami rządu? Na pewno to by więcej kosztowało, ale efekt funding bias zapewne by też był. Skoro za to płaci ministerstwo, które ma z góry określony cel, to oczekuje określonych wyników badania. Chyba każda firma chce, żeby to nie było jej ostatnie zlecenie z takiego ministerstwa.
To było badanie robione na zamówienie Ministerstwa? Jeśli tak, to zapoznałabym się najpierw z opisem warunków zamówienia. Bardzo możliwe, że albo budżet nie pozostawiał zbyt wielkiego pola manewru i/lub w zamówieniu zostały określone wymagania odnośnie metody badawczej – np. to, że badanie ma zostać przeprowadzone na próbie o określonej liczebności. Wymagania (często z d…) plus budżet warunkują jak będzie takie zlecone badanie wyglądać i kto się podejmie jego wykonania. Do tego przy składaniu ofert jest ograniczony czas na przedstawienie planu badania spełniającego wymagania OPZ (bez pewności czy się przetarg wygra), który to plan jest później wiążący. W efekcie powstawać mogą badawcze potworki, chociaż nikt po drodze nie chciał robić nic pod tezę.
Miało być badania to jest badania 😉