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    18 commenti

    1. DurangoGango on

      L’opposizione su questo ha avuto la meglio: l’obbligo di ristrutturazione di una specifica frazione del parco immobiliare residenziale è stato eliminato, lasciando solo l’obiettivo di riduzione media dei consumi da raggiungere, cioé 20% entro il 2035. Saranno gli stati membri a decidere come, con un mix fra obblighi per le nuove costruzioni e ristrutturazioni.

      Rimane invece l’obbligo di ristrutturazione del 26% del parco immobiliare non residenzile a basse prestazioni, entro il 2033.

      Paletti fissi anche sui sussidi: dal 2025 non si potranno più erogare incentivi per l’installazione di caldaie a combustibili fossili, dal 2040 dovranno essere abbandonate del tutto. Dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere dotati di pannelli solari.

    2. Paularis-97 on

      Finalmente qualcosa di sensato.

      Se proprio si deve fare qualcosa, che l’europa e lo stato aiutino a cambiare tutti gli impianti di riscaldamento iper inquinanti con qualcosa di più “green”, impianti che sono tra i principali fautori dell’immenso inquinamento ad oggi presente soprattutto al nord.

    3. MrAndryx on

      il problema si pone sempre in questi casi, necessità di cambiare –> bonus –> speculazioni –> prezzi alle stelle…

      ma in tutti quei palazzi con caldaie e riscaldamento a gas con cosa pensano di poter cambiare?

    4. franc_rizz on

      Considerazione oggettiva (sono del settore, mi occupo tra le altre cose anche di progettazione antincendio degli edifici) che mi spaventa davvero molto:

      I comuni italiani **NON** sono assolutamente pronti ad una massiva ristrutturazione immobiliare. L’efficientamento energetico (in grandissima percentuale si riferisce al cappotto termico) è molto positivo per un edificio ma è al contempo molto pericoloso in caso di incendi.

      Un edificio ‘cappottato’ in caso di incendio si trasforma in una torcia in pochissimo tempo. Torcia che non è possibile spegnere a meno di intervenire entro pochissimo tempo (ridotto, pochissimi minuti al massimo nei casi peggiori).
      Le strade nei comuni molto spesso poi, non consentono l’ingresso di autopompe adeguate (si pensi ad una qualunque via “sub-parallela” ad una principale.

      Personalmente obbligherei i comuni/province, a censire ed aggiornare il piano regolatore comunale per pericoli da incendio, effettuare sopralluoghi e “simulazioni/test” sul campo.

      Lasciare che tutti gli edifici residenziali vengano efficientati senza prevedere il conseguente rischio di incendio è un azzardo importante.

    5. Malkariss888 on

      Giusto così. Era una norma scritta con i piedi e assolutamente non pensata per il territorio italiano.

    6. piano_kalergi on

      Per fortuna sparisce l’obbligo. Questa voglia di cosplay dell’URSS da parte dell’UE spero finisca presto

    7. Mollan8686 on

      Come era prevedibile, sparisce l’obbligo. Se si parla di un 20% di riduzione però siamo su livelli abbastanza infimi di miglioramento, sebbene temo siano il massimo che ci possiamo permettere come paese.

    8. landre81 on

      mi sarebbe piaciuta vederla applicata , solo per godermi lo spettacolo dei ” i prezzi della case sono aumentati , e anche gli affitti, skandalo!”

    9. CapRichard on

      Praticamente ogni stato si deve fare il suo superbonus.

      VEDETE? SIAMO STATI AVANTI SUI TEMPI.

    10. Riduzione dei consumi o riduzione dell’energia necessaria a scaldare?

      Perché per i consumi basta una banalissima PdC che costa 5-10k ad appartamento.

      Per ridurre il fabbisogno energetico serve il cappotto

    11. SCSIwhsiperer on

      Io ho messo la caldaia a condensazione 10 anni fa, spero che mi duri almeno 50 anni come quella che c’era prima.

    12. MaxWeber1864 on

      Ormai gli inverni sono miti, anche nel nord Italia: io accendo 3 termosifoni su 6 solo la sera. Lascio alcune finestre socchiuse durante la giornata per cambiare l’aria anche a dicembre gennaio. L’idea di isolare le abitazioni può andar bene per gli scandinavi, non certo per noi mediterranei. L’intera vicenda mi pare frutto di quella nuova religione Green, autentico neopaganesimo, che tanto piace ai nordeuropei (anche perché la metà di loro vive in affitto) e che qualcuno tenta, con scarsi risultati, di diffondere anche sul Mediterraneo. Spero che il governo assuma sull’argomento una posizione di tipo ‘ungherese’ e che questo obbrobrio ecosocialista venga sommerso dall’oblio: certamente, con il voto di ieri, il centrosinistra italiano è a serio rischio estinzione.

    13. sirLMAOalot on

      Servirebbero degli incentivi, non del 110% come ha fatto quell’idiota là ma del 30-40-50%, solamente su classi energetiche F-G e studiati in base alla zona climatica. Fare il cappotto termico a una casa siciliana ha un ritorno ridicolo rispetto a farlo a una casa in Trentino; viceversa i pannelli solari sono sicuramente più utili in Sicilia che non in Lombardia.
      Bisogna puntare al massimo risultato con la minima spesa.

    14. piffero93 on

      Con la storia del risparmio energetico manderanno in rovina chissà quante famiglie italiane. La casettina di proprietà che vale un cazzo ma permette di non pagare affitto è l’unica cosa che mantiene tanta gente non in mezzo alla strada. pian piano aumentano forzatamente i costi di gestione, finchè i poveracci non potranno piu permetterselo, verranno comprate appunto a 2 soldi / espropriate e ristrutturate da chi i soldi li ha, e fanculo i poveri. ma viva l’ambiente.

    15. Quindi la mia caldaia di 15 anni fa la devo cambiare entro il 2025…

    16. Mut0inverno on

      ma si che tanto ci sta tutto il tempo che si vuole. oramai il disastro climatico è irreversibile che vuoi che siano qualche milione in piu di morti nel mondo…

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