“Gli imprenditori italiani si arricchiscono ma non investono mentre i salari dei lavoratori crollano”. I dati in uno studio de La Sapienza

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/12/15/gli-imprenditori-italiani-si-arricchiscono-ma-non-investono-mentre-i-salari-dei-lavoratori-crollano-i-dati-in-uno-studio-de-la-sapienza/7788780/

    di InevitableJob99

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    17 commenti

    1. InevitableJob99 on

      [Studio de La Sapienza](https://www.ing.uniroma1.it/documenti-di-lavoro) : tra il 2019 e il 2023 si è registrata una crescita di fatturato e valore aggiunto di circa il 33% (tenendo conto anche dell’inflazione). Tuttavia, la quota destinata agli azionisti è aumentata, mentre i costi per i salari sono diminuiti del 12%. Solo il 20% degli utili è stato reinvestito in innovazione, con il resto distribuito come dividendi. Nel frattempo, oltre il 50% dei contratti nazionali risulta ancora scaduto.

      Come si può pensare di aumentare la produttività se gli investimenti restano fermi? Forse è solo una strategia per massimizzare i profitti a breve termine, lasciando che tutto il resto ristagni.

      [Il post originale](
      https://www.reddit.com/r/Italia/s/2d4iX0JfAH)

    2. SpigoloTondo on

      >Le società non hanno aumentato l’indebitamento (e quindi gli investimenti finanziati con i prestiti), “non già per scarsità del credito come troppo spesso si dice con superficialità , quanto piuttosto per disaffezione al rischio di impresa. **Una disaffezione basata su incertezza, perdita di competitività del paese, eccetera**”. Un cane che si morde la coda insomma, perché meno si investe meno la competitività cresce (a meno di non spingere solo sulla compressione dei salari) e meno l’ambiente invoglia investimenti.

      Alla fine, in fondo, alla fine dell’articolo, dove nessuno legge, assicurandosi che i lettori si fermassero prima, alla fine riescono anche ad ammettere le reali motivazioni, confutando il loro stesso articolo ma alla fine è in fondo dove nessuno legge.

      Il Fatto non si smentisce mai, buono giusto per arrotondare il pesce.

    3. Gigiolo1991 on

      Dipende dai settori, non penso che le aziende piccole medie a direzione familiare abbiano aumentato molto i loro profitti negli ultimi anni XD

    4. Bluesteamwolf on

      “Gli imprenditori italiani si arricchiscono ma non investono mentre i salari dei lavoratori crollano” 

      Non lo avrei mai detto.

    5. bl4ckhunter on

      In altre notizie l’acqua è bagnata e in antartide fa freddo.

    6. DurangoGango on

      Come ho già scritto in altri thread su questa stessa “notizia”: il dataset riguarda 1900 aziende medie e grandi della manifattura, quindi una frazione del 18% dell’economia. Trarre da questo conclusioni applicabili in generale non è lecito.

      Inoltre gli articoli citati, che non sono peer-reviewed, sono palesemente a tesi e torturano i dati in maniera sfacciata per arrivare alla conclusione voluta. Un’altra lettura degli stessi dati potrebbe tranquillamente essere “nelle medie e grandi imprese manifatturiere cresce l’intensità di capitale ma cala la produttività del lavoro”.

    7. bastiancontrari on

      No vi prego non anche di qua sono stanco…

      Questo non è uno studio, non ha valore scientifico, non è sottoposto a peers review, le fonti dati non sono pubbliche, etc

      Perchè?

      Il suo scopo viene esplicitato subito:

      >*In questo documento l’attenzione è rivolta al lavoro e alla sua scarsa remunerazione nell’industria italiana. Il tema è di viva attualità anche perché è legato al rinnovo dei CCNL. Dei 5,8 milioni di lavoratori dipendenti di aziende aderenti a Confindustria, il 2 13% ha un contratto che scadrà entro la fine di quest’anno, il 53% ne ha uno scaduto negli ultimi 12 mesi, il 10% ne ha uno scaduto da oltre due anni.*

      Si tratta quindi di una produzione fatta per spingere una narrativa. Se qualcuno ha un minimo di competenza con i bilanci ci metta dentro il naso e lo vedrà subito. Vi porto alcuni dei trucchetti utilizzati:

      Viene preso il 2020 come anno standard e metro di paragone per le variazioni in percentuale.

      Viene ad esempio detto che gli utili sono cresciuti del 14%. che potrebbe sembrare tanto, non fosse che:

      Utili 2020: 3.15% Utili 2023: 5,4%.

      *Anche qua: viene distribuito come dividendo in media l’80% degli utili* immagino faccia un effetto diverso da il *2% del fatturato*.

      Quell’80*%* tra l’altro è fortemente influenzato dal dato anomalo 2020 visto che tutti gli altri anni stanno sotto il 75*%* (sotto il 50*%* il 2023)

      Nella tabella a pagina 11 viene mostrata la variazione *%* del totale delle spese per lavoro dipendente. Spese che nel 2020/2021 scendono. Grande scandalo, imprenditori avidi… Aspetta ma cos’è successo quell’anno?

      MI FERMO QUA A PAGINA 11 SU 50 e senza neanche fare il pignolazzo su quelle 11 pagine

      Concludo, downvotatemi pure insultatemi fate quello che volete però siate consapevoli che questo è materiale propagandistico. Fate di questa info quello che volete.

      Peace

    8. pistellame on

      Non c’è nemmeno interesse a lasciare l’azienda ai figli probabilmente

    9. Correx96 on

      Mi ricorda quando ho fatto 6 mesi da caldaista. Primo mio stipendio: ~900€. Lo stesso mese il capo si è comprato lo Stelvio appena uscito.

    10. throwaway_veneto on

      Nel resto del mondo se un’azienda non reinveste viene superata da quelle che lo fanno, perché in Italia non succede?

    11. lassastachelemej on

      Eh ma la produttività…. gnegneismo allo stato puro chiagniono e fottono

    12. Swimming_Newspaper39 on

      Oh no,i poveri brendidori ,che fanno sacrifici per “dare lavoro”,sono in verità il problema in Italia?

    13. MostPrestigiousCorgi on

      A sto punto fanno bene i lavoratori che si fanno una vacanza con i “big money” della NASPI

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