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    13 commenti

    1. Ganjy99ita on

      Io a furia di guardare video di Real Cars voglio andare a Bojano e assistere alla guerra tra fruttaroli e saracari

    2. bonegolem on

      Avevo fatto una campagna, ambientata nel 1967, in cui i personaggi erano soldati italiani (macchiette comiche) di varie regioni.

      La biografia del rappresentante del Molise, Furio Pazzi, specificava che “non era assolutamente scappato da un manicomio”, ed anche “sostiene di venire dal Molise, che sostiene esista”.

      La gioco un po’, con Furio (che i miei giocatori non hanno scelto, quindi era PNG) che continua ad insistere “Io vengo dal Molise. Il Molise esiste, è reale. Non l’ho inventato io” e tutti che gli rispondono “Il Molise non esiste” (incluso tipo il deep one quando gli hanno parlato).

      Ma, man mano che mi ri-documentavo… vien fuori che avevano ragione gli altri. Il Molise, nel 1967, non esisteva. L’hanno scorporato dall’Abruzzo (che si chiamava “Abruzzo e Molise”, tipo Friuli Venezia Giulia o Emilia Romagna) nel 1970.

      Era pazzo sul serio. Ed ovviamente l’ho rivelato ingame, i giocatori ci sono tutti rimasti. Magnifica.

    3. lealabestia on

      Adore queste, la tipografia, le mappe, le immagini dei borghi e delle usanze regionali. Veramente bellissima.

    4. goldmund100 on

      Una mia recensione da milanese, con moglie Molisana, di Boiano:

      **Boiano** (o Bojano, come spesso è scritto) è una cittadina con un passato importante, sdraiata ai piedi del Matese e affacciata sulla pianura che porta il suo nome. È immersa in una natura rigogliosa, piena di sorgenti che nel tempo hanno reso la zona perfetta per coltivazioni e allevamento. Non a caso, il nome viene proprio dai bovi, che qui venivano e vengono allevati con grande successo.

      Se dici Boiano, pensi subito alla mozzarella: è un piccolo paradiso caseario, con tanti caseifici che portano avanti una tradizione di qualità. Fino al 1700, la città era così importante da essere sede vescovile, ruolo che poi ha iniziato a condividere con Campobasso.

      La parte del centro storico più vicina alla montagna, quella che si arrampica verso Civita, ha ancora un bel fascino: viuzze strette, case in pietra e un’atmosfera che sa di passato. Peccato che il resto del paese sia cresciuto un po’ a caso, con quartieri meno curati e una viabilità che sotto le feste diventa un disastro.

      Il clima, rispetto ai paesi limitrofi è famoso per essere più afoso d’estate e relativamente più umido d’inverno.

      Ecco, se c’è una cosa che manca qui sono i collegamenti: Boiano è probabilmente una delle cittadine sede vescovile peggio connesse d’Italia, sia con le autostrade che con i treni. Non ho numeri alla mano, ma negli ultimi anni l’impressione è che la zona stia perdendo colpi, con sempre meno attività e opportunità.

    5. Borderedge on

      Il costume regionale mi ricorda un sacco Asterix ed Obelix.

      OP, ma le cartoline d’epoca dove le trovi?

    6. questa estate ho fatto un giro veloce, basilica di Castelpetroso, Venafro, Isernia.

      1) Basilica bella solo da lontano. Da vicino appare per quel che è, un ecomostro in cemento armato grossolano, rifinito poco e male. Si salva il cammino sul retro.

      2) Venafro davvero simpatica. Belle viste, bei campanili, inaspettata la “[portella](https://www.facebook.com/reel/844195186753689)”. Taralli giganti e croccanti spettacolari. Ce l’hanno a morte con un sindaco passato che ha incanalato praticamente tutta l’acqua che hanno per svenderla alla Campania.

      3) Isernia disperazione e abbandono. Piuttosto farei capoluogo Venafro, che è decisamente più vitale nonostante abbia la metà degli abitanti. In un vicolo una vecchina ci ha chiesto di misurarle la pressione. Aveva i soffitti pieni di muffa nera e non se la passava granchè bene. Se sei il figlio e mi leggi, vergognati.

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