
https://www.youtube.com/watch?v=yfh9tham0gw
La trascrizione:
Buongiorno a tutti, mi spiace di non essere fisicamente lì con voi in piazza ma vi assicuro che ci sono col cuore, ci sono.
Dunque io che sono uno storico che cosa posso dire in un’occasione come questa? Beh a noi storici spesso chiedono "Ma l’epoca nostra che stiamo vivendo a quale periodo del passato assomiglia?" Ecco io purtroppo negli ultimi tempi comincio a avere sempre più l’impressione che l’epoca nostra assomigli paurosamente agli anni che hanno preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.
Allora l’Europa usciva da un lungo periodo di pace. Certo se uno non guarda le guerre nei Balcani, le guerre coloniali in cui tutti i paesi europei si erano imbarcati, perfino noi italiani ne avevamo fatte due: una in Etiopia e una per conquistare la Libia.
Ma se uno non guarda quello, effettivamente l’Europa usciva da un lungo periodo di pace e anche adesso usciamo da un lungo periodo di pace. Quasi anche adesso naturalmente se dimentichiamo i Balcani, se dimentichiamo la Jugoslavia, se dimentichiamo il bombardamento di Belgrado, se dimentichiamo le guerre coloniali che ci sono anche oggi.
Però è vero che i grandi paesi dell’occidente non si sono più fatti la guerra da tanti anni. E allora come mai, nel 1914 l’Europa è precipitata nella guerra più spaventosa di tutti i tempi. Ecco, il guaio è che se uno va a vedere da vicino com’era quel mondo, che assomigliava molto a quello nostro di oggi, non è così strano che poi siano precipitati in una guerra spaventosa.
Intanto in quei lunghi anni di pace, di guerra parlavano continuamente, della prossima guerra parlavano continuamente. C’era un genere letterario, che oggi è dimenticato, ma che all’inizio del secolo faceva furore: gli storici della letteratura lo chiamano la letteratura dell’invasione o della prossima guerra.
In tutti i paesi, non solo in Europa, ma nel mondo, uscivano romanzi che raccontavano come il nostro paese presto sarà invaso da un feroce nemico. Uscivano in Inghilterra, ce n’erano moltissimi come l’Inghilterra nel 1910 sarà invasa dai francesi o dai russi e poi sempre più spesso dai tedeschi.
Questi romanzi si pubblicavano in una quantità enorme di coppie, milioni di coppie, tutti li leggevano e raccontavano tutti la stessa storia: il nostro paese è debole, è troppo debole; siamo circondati da nemici cattivissimi, dobbiamo riarmarci perché non siamo abbastanza sicuri.
E l’opinione pubblica intossicata, sentendo parlare continuamente della prossima guerra e dei malvagi nemici che ci minacciano, ha cominciato a chiedere sicurezza, armamenti e alleanze.
Una risposta dei governi alla fine dell’800 è stata: "Beh ma allora cerchiamo degli alleati, nell’illusione che da soli si sia in pericolo e che invece se hai degli alleati sei più sicuro."
Peccato che le alleanze producono anche degli effetti inaspettati: 1894 alleanza tra Francia e Russia, 1904 alleanza tra Francia e Inghilterra.
E immaginate i paesi che rimangono esclusi da queste alleanze: all’epoca era la Germania, e che cominciano a dirsi "Ma queste alleanze le stanno facendo contro di noi Ma noi siamo minacciati da queste alleanze".
Poi le alleanze faranno sì che alla prima scintilla che esplode nei Balcani, tutti questi paesi siano costretti a entrare in guerra uno dopo l’altro perché sono vincolati dalle alleanze.
E poi l’opinione pubblica chiede il riarmo. Certo, certo, se stiamo per essere invasi.
Il riarmo è pazzesco: Negli ultimi 5 anni prima del dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, le grandi potenze europee, compresa l’Italia che era l’ultima delle grandi potenze, ma insomma si considerava tale anche lei, aumentano le spese militari del 50% in media. In pochi anni, di nuovo, nell’illusione di essere più sicuri.
Solo che questa faccenda dell’illusione della sicurezza, è proprio un paradosso che è stato come dire identificato come tale, perché è un paradosso: è più facile capirlo raccontando nel concreto.
L’Inghilterra ha la più potente flotta del mondo, domina i mari, si sente sicura. La Germania si sente minacciata, soffocata dalla potenza dell’Inghilterra, decide di armarsi, di costruire anche lei una grande flotta, così saremo più sicuri più forti.
L’Inghilterra vede che i tedeschi costruiscono una grande flotta e improvvisamente non si sente più sicura e perciò investe per aumentare ancora gli armamenti, per crescere ancora la flotta.
I tedeschi vedono che gli inglesi investono ancora per rafforzare la flotta, sono costretti a spendere sempre di più anche loro. E l’unico risultato: che in entrambi i paesi si diffonde il nervosismo, la sensazione di insicurezza, la sensazione che l’altro è il nemico.
Sul continente invece la Germania era sicura e tranquilla, aveva il più potente esercito del mondo.
Chi non era sicuro era il suo vicino: la Francia. I francesi pensano "dobbiamo riarmarci per essere più sicuri". All’epoca c’era il servizio militare, c’era dappertutto, oggi ne sentiamo quasi parlare come di una cosa che magari andrebbe reintrodotta, dopo che ce n’eravamo liberati, grazie al cielo, il servizio militare obbligatorio all’epoca c’era.
C’era dappertutto, durava moltissimo, ma i francesi pensano che non dura abbastanza: durava 2 anni da loro il servizio militare. Ma nel 1913 il Parlamento francese decide che dobbiamo essere più sicuri, avere un esercito più forte.
Quindi il servizio militare lo allunghiamo a 3 anni.
I tedeschi vedono questo e si dicono "i francesi si rafforzano non siamo più sicuri, dobbiamo rafforzarci anche noi, perché presto non saremo più i più forti. Dobbiamo rafforzarci o, forse, visto che per il momento siamo ancora noi i più forti, forse, allora, è meglio farla adesso questa guerra, finché siamo in tempo".
I libri che parlano della prossima guerra, a quel punto, non sono più soltanto dei romanzi, cominciano a uscire i libri dei generali che parlano della prossima guerra. Nel 1911 esce un libro del generale tedesco von Bernardi che si intitola "La Germania e la prossima guerra"con dei capitoli che hanno dei titoli come "il diritto di fare la guerra", "il dovere di fare la guerra", "dominare il mondo o perire".
Nei primi di giugno del 1914, il generale von Moltke, comandante dell’esercito tedesco, dichiara: "Adesso siamo pronti e prima è, meglio è".
Ecco, io poi, ogni tanto, mi dico "Ma no, non è vero dai, che la nostra epoca assomiglia tanto a quella, ci sono tante differenze". Però alla fine, guardate, io credo che dipenderà essenzialmente da noi, fare in modo che davvero questa nostra epoca non assomigli troppo a quella che ha preceduto il suicidio dell’Europa nel 1914.
di mirkul
20 commenti
Io dico che ha dei punti, magari è un po’ tirata, ma penso sia utile discutere anche di cosa fare per Non entrare in guerra, altrimenti o non facciamo nulla oppure ci muoviamo solo verso una guerra, altro non vedo.
Penso sia chiaro il punto, più andiamo sul riarmo, più la Russia sarà spinta a farla più grande, questo è già successo. Non voglio dire che abbia ragione o fatto bene, ma questo è prevedibile che accada, andrebbe almeno tenuto in conto.
Anche barbero se n’è andato di testa.
Paragonare questo periodo a quello pre wwI é a mio parere troppo forzato e non può che incutere paura nella popolazione.
La verità é che ha detto queste parole solo perché “ospite” della manifestazione di Giuseppi.
Fosse stato ospite di qualche altra manifestazione chissà a quale periodo avrebbe paragonato quest’epoca…
Ma un po’ di teoria dei giochi? È un dilemma del prigioniero. Chiaro che la soluzione migliore sarebbe il disarmo di tutti ma sarà parecchio difficile giungerci finché esiste un’altra soluzione, quella in cui uno si è riarmato e gli altri sono rimasti col cerino in mano.
Veramente strano come intervento, che glissa completamente sul fatto che una guerra in Europa sia già in corso e che quindi questo più che uno scenario pre-1914 sembra semmai uno scenario post 1939 (e non perché mi piaccia fare la reductio ad hitlerum, non penso nemmeno sia molto utile dire cose come Putin = Hitler, voglio solo dire che uno stato sovrano viene invaso in entrambi i casi). Cioè, mi sembra che la questione del riarmo fine a sé stesso in una ipotetica prospettiva di guerra sia molto diversa da una prospettiva dove la guerra in casa di fatto già c’è.
Questo atteggiamento mi sembra riprodurre una certa narrazione che dice “è colpa della NATO, dell’Europa, dell’Ucraina, se ci riarmiamo la Russia si sentirà provocata” come se non fosse la Russia ad aver fatto una guerra di invasione, con buona pace di tutte le dietrologie su quello che l’Ucraina avrebbe dovuto fare o no
La bolla di Reddit ha raggiunto una schizofrenia assurda ultimamente. L’endorsment agli aiuti di stato ai produttori di armi quando anche i militari dicono che per la difesa serve un esercito e una politica estera comune europea e non armi comprate a caso è disarmante. Come è disarmante dimenticarsi che in una qualsiasi situazione conflittuale la via democratica, alla Roosevelt, sarebbe di portarsi dietro sì il bastone, ma poi di usarlo per darsi credibilità mentre si esorta al dialogo in modo fermo e concreto.
>Dunque io che sono uno storico
sarà uno storico, ma sta dimostrando di non capire una ceppa di quello che sta dicendo lmao (oltre a fare disinformazione storica chiamando quei 50 come “Europa in pace” lul
la crisi del Marocco o la crisi Boera non esistono, son solo fesserie ragazzi
Come ho detto nel caffé, il video su youtube e’ del canale del fatto quotidiano.
Io l’ho aperto senza problemi perché era l’unico modo per sentire questo intervento (ha ripetuto cose che aveva già detto in altri contesti, tali e quali in alcuni punti), ma chi non vuole dare una visualizzazione al fatto, per qualsiasi motivo, é bene che lo sappia.
Hai fatto bene OP a mettere a prescindere la trascrizione.
Concordo al 100% con Barbero e sono contro questa politica di riarmo fatta su misura per la Germania e per l’industria tedesca. Sono, invece, strafavorevole ad un processo di integrazione UE che coinvolga anche l’esercito comune.
Sì al riarmo dell’Europa ma con un processo ragionato, mirato, basato su una riforma politica prima ancora che finanziaria.
Invece il ReArm Europe è solo un programma fatto di impulso, dalla sera alla mattina, da una classe politica incapace, senza programmazione, senza porre obiettivi, ma solo per sprecherà risorse.
Come ho scritto altrove, mi trovo distante dalle parole di una persona che ammiravo fino a poco tempo. La ammiro un pò di meno perchè ha preso parte a questa manifestazione, alla presenza di gente ambigua e gente anni luce lontana dalla politica ( ma che grazie ai suoi tik tok porta voti). Purtroppo non abbiamo compreso a pieno la parola RIARMO. Noi pensiamo di acquistare bombe, missili, carri armati, trick track e miniciccioli in quantità, ma RIARMO significa anche investire soldi in cybersecurity, in un sistema che non offenda ma che protegga le popolazioni ( come l’Air Dome israeliano ), RIARMO significa prendere coscenza che” se si vuole la pace bisogna prepararsi alla guerra” perchè decenni di storia lo dicono, il vicino più debole, soccombe.
Quindi che cosa propongono questi individui? Andare avanti con la diplomazia a oltranza? Con gente tipo Putin e Trump? Solo chi crede alle favole crede al buon Giuseppi
Barbero ha già detto chiaramente che lui la pensa come Putin. Kiev e l’Ucraina sono proprietà (storicamente) della Russia e quindi che c’é di male se la Russia se le riprende. “Gli Ucraini ancora non lo sanno, ma gli piacerà” questo è un po’ il suo pensiero, figlio del solito paternalismo di sinistra (=io so meglio degli altri cosa è meglio per loro), che ovviamente fa presto a diventare dittatura (=io comando perché sono più bravo a scegliere per gli altri)
Barbero è una buona rappresentazione di come i pacifisti non capiscano cosa sia la guerra o come funziona il sistema internazionale.
La guerra non è un accidente che nessuno vuole: è una scelta politica che intraprende un paese aggressore quando percepisce una debolezza e può prendersi di più con la guerra di quanto potrebbe prendersi con la pace. Il paradosso della sicurezza di cui parla Barbero vige quando c’è incertezza sulle intenzioni di due blocchi: non c’è niente di incerto sulle intenzioni della Russia.
Il grande paradosso in verità è che se non ci riarmiamo invitiamo una risposta militare Russa: perché negoziare con Tallinn come pari quando lo puoi fare con dei carri armati nel centro di Tallinn?
La gente ha come l’impressione che ci si voglia riarmare perchè vogliamo la guerra.
E’ esattamente il contrario. Voglio che vengano spesi più soldi sulla difesa nazionale perchè ho PAURA della guerra, ho paura di vedere un’altra volta un paese europeo venire invaso perchè Putin e Trump stanno giocando a Risiko.
Senza difesa nazionale per scoraggiarli, in guerra ci andiamo per davvero.
La geniale soluzione di Barbero e’ avere un’Europa male armata e non vincolata da alleanze difensive interne.
Diciamo, come l’Ucraina nel 2014.
Sicuramente questo farebbe si’ che Putin lasci in pace le nazioni d’Europa, deboli e senza patti di mutua difesa.
Come e’ sucesso per l’Ucraina.
Caliamoci le braghe, stringiamo i denti e speriamo nella ben nota pieta’ dei nemici.
Grazie Barbero, ti sei messo proprio in buona compagnia.
Barbero è un leccapalle di Putin e tutti quelli contro il riarmo sono con lui. Infami
non per andare contro barbero, ma a me sembra più un clima da anni ’30
“Dimentichiamo […]” “dimentichiamo […]” Barbero dimentica un po’ troppe cose, come ammette lui stesso nel discorso. Dimentica che ora esiste l’UE, dimentica che il nemico non è in Europa (strettamente) ma fuori, dimentica che tutti dicevano che la Russia non avrebbe invaso l’Ucraina, e invece l’ha fatto due volte nel giro di pochi anni, prima in Crimea e poi nel resto del paese. Dimentica che il modo migliore per non subire invasioni e dover scendere in guerra è proprio l’armarsi e fare paura agli altri. Dimentica.[](https://x.com/Radagast92/status/1908819329396732150)
Piuttosto che la 1a guerra mondiale, guardiamo la 2a:
Quando la Germania ha occupato la Cecoslovacchia gli altri stati hanno lasciato fare per evitare un nuovo conflitto (politica dell’appeasement) e pensanod che “dopo questo basta”.
Grande errore: la Germania mica si e’ fermata, anzi, poi ha invaso la Polonia.
Ecco, io temo che siamo piu in questa situazione. Non vedo perche la Russia debba fermarsi dopo aver preso l’Ucraina. Quindi meglio essere pronti e armati.
Ma accetto volentieri critica da esperti.
Barbero dice tutte cose giuste. Non avevo riflettuto sui parallelismi tra la nostra epoca e quella pre WW1, mi ero fermato alle similitudini con l’europa pre WW2, che sono forse più facili da individuare.
Comunque, nonostante il suo ragionamento mi possa sembrare corretto, mi sembra che sia basato su un assunto sbagliato (o per lo meno incompleto).
Il nostro riarmo non parte solo da una teorica paranoia di una possibile guerra, la Russia ha già invaso tre volte due paesi esteri negli ultimi vent’anni.
Anche sulla retorica che gira nei vari paesi, non mi sembra che da noi giri la retorica ‘il diritto di fare la guerra’ o ‘il diritto di dominare il mondo’. Di contro, mi sembra che la retorica russa sia molto più simile agli esempi fatti da Barbero, dove Putin ha chiarito più volte la sua visione sulla sfera d’influenza russa.
Sono d’accordo con il discorso ‘il riarmo porterà a un circolo vizioso di riarmo’, ma allora cosa dovremmo fare? Far fare alla Russia quello che vuole? Fino a quale punto? L’Ucraina se la può prendere, la Georgia invece? Immagino di sì visto che è pure più lontana. La Moldova? I paesi baltici? Ricostituiamo il patto di varsavia a sto punto e tagliamo la testa al toro. Ma non facciamo finta che a noi converrebbe, anche economicamente (visto che il prezzo del gas sembra essere l’altra grande preoccupazione dei pacifisti)
Tutto bello peccato però che negli ultimi 20 anni il blocco europeo NATO ha letteralmente dimezzato tutto dal numero di carri armati alle dimensioni dell’esercito mentre dall’altra parte è avvenuto il contrario. E non dimentichiamo che l’opinione pubblica europea è estremamente pacifista, nessuno si sognerebbe di invadere i russi mentre in russia si parla in continuazione di come l’Europa è “di diritto” russa, usando toni che sarebbero impensabili in qualsiasi paese europeo.
Barbero é l’eroe di cui avremmo bisogno ma che non ci meritiamo.
Troppa gente vede il nemico alle porte e andrà a morire per cause futili.