
Questo articolo di 20 minuti è un esempio straordinario di pregiudizi elitari mascherati da giornalismo. Affermando che i risultati di Eurovision sono “distorti” dal cosiddetto “voto della comunità”, l’articolo sostiene essenzialmente che al pubblico non ci si può fidare di votare, a meno che non votino il modo “giusto”.
È una posizione assurda e non democratica: il punto centrale di Eurovision è lasciare che il pubblico esprimisse le loro preferenze, anche se tali preferenze non si allineano con i gusti o le ideologie dei media, che, siamo onesti, si schierano in modo schiacciante.
Chiamare i voti pubblici un “pregiudizio” non è altro che un disprezzo sottilmente velato per l’espressione democratica. È la stessa logica che abbiamo visto in politica: quando la gente comune vota in modi che all’establishment non piace, le loro scelte sono respinte come ignoranti, emotive o manipolate, piuttosto che valide e riflettenti del vero sentimento.
Questo articolo non sta segnalando, è rimprovero. Ed è un promemoria che alcuni nei media supportano la democrazia solo quando danno loro il risultato che desiderano.
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di Royce911
1 commento
I dont care.
In no universe, israel who was at no point in the race, magically got all those points, and mind you they kept gettin booed left and right.
F**k them.