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    13 commenti

    1. red_and_black_cat on

      L’auto elettrica sta, pian piano, cambiando il mondo dell’auto.
      Lo fa soprattutto in oriente dove, in Cina, è il 40% del mercato. Ovvio che le aziende cinesi ( pure o in JV con occidentali, VAG soprattutto) siano all’avanguardia sia nella tecnologia che nell’organizzazione del processo produttivo.

      L’Europa invece va piano, 14 % del mercato (5 % Italia) e prova a seguire le politiche USA di mettere barriere doganali, che però sono un’arma a doppio taglio perché le aziende europee sono molto presenti in Cina e una contromossa contraria le danneggerebbe e perché i produttori cinesi stanno muovendosi non solo per importare auto ma anche per produrle/montarle qui.

      Questa ultima mossa darebbe una mano ad aree come quella torinese, dove il disimpegno Stellantis sta portando alla chiusura di vari siti con 3k posti di lavoro a rischio. È proprio Stellantis ha annunciato di voler produrre un auto elettrica cinese a Mirafiori.

    2. turboevoluzione on

      Preferisco l’approccio statunitense, meglio avere a che fare il meno possibile con la Cina che non è poi tanto diversa dalla Russia. Le Case europee che hanno deciso di invischiarsi in delle joint venture con produttori cinesi sapevano a cosa andavano incontro.

      Se proprio vogliamo che qualche produttore straniero apra degli stabilimenti qui in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta, i cinesi dovrebbero essere l’ultima spiaggia.

    3. No_Thing_5680 on

      Qui bisogna fare una scelta: lo vogliamo il libero mercato e la globalizzazione? Se si, mettere barriere doganali è contro produttivo, al massimo ci sta mettere dazi e divieti nei confronti della roba che arriva dallo Xinjiang, se invece il libero mercato non lo vogliamo, chiudiamo il mercato mettendo barriere doganali, ma poi non stupiamoci se gli altri fanno lo stesso con noi, non è che loro sono obbligati a comprare la nostra roba

    4. Tifoso89 on

      Mettere barriere doganali alla Cina non ci danneggerebbe e provocherebbe la stessa reazione da parte loro? Potremmo super-sovvenzionare le auto elettriche europee per fare concorrenza a quelle cinesi

    5. giuliomagnifico on

      > L’industria cinese sembra essere in grado, almeno in termini puramente economici, di schiacciare potenzialmente l’industria occidentale in moltissimi settori di attività. In particolare, appare imbattibile nelle attività legate alla transizione ecologica, dalle vetture, alle batterie, al software e ai materiali relativi, alle pale eoliche, ai pannelli fotovoltaici.

      Ma che cazz?! Certo che è più competitiva l’industria cinese **in Cina**, con la manodopera cinese, il loro governo, le loro leggi. Facile così, vediamo in Europa come vanno.

      > Il tentativo di risposta degli Stati Uniti di fronte a tale realtà appare quello di chiudersi sistematicamente al “nemico”, cercando di bloccare in tutti i modi e con tutte le forze la sua ascesa, trincerandosi dietro delle barriere protezionistiche, dopo aver cercato, dal dopoguerra in poi, di farle cadere in tutto il mondo.

      Ma ci credo, ci sono i furti di proprietà intellettuale a danno degli Stati Uniti e non viceversa, e tutto quanto scritto sopra per l’Italia su come si “fa industria” in Cina

      > trincerandosi dietro delle barriere protezionistiche, dopo aver cercato, dal dopoguerra in poi, di farle cadere in tutto il mondo.

      E ci credo di nuovo! Gli Stati Uniti hanno portato la (Cina) la produzione perchè costava di meno, in Cina hanno usato le produzioni americane per prendere le capacità e costruire le stesse cosa da soli, con gli investimenti iniziali fatti dal CCP che ha tutti i vantaggi di vedere le industrie da loro stessi controllati crescere.

      Articolo un po’ assurdo, ha una visione limitata agli ultimi 5/10 anni e solo industriale, senza tenere conto degli anni 90/00 e della parte della politica e della società.

    6. phanta_rei on

      Alcuni commenti di questo thread mi lasciano un po’ perplesso. Quando si discute dei tassisti o dei balneari il consenso è sempre di come ci sia bisogno del libero mercato e della concorrenza, però quando si va a parlare delle EV cinesi ecco che si invocano misure protezionistiche come i dazi.

      Ok, la Cina non sempre gioca pulitamente, vedi sussidi (che a dire la verità pure l’EU o gli USA lo fanno, tra tax breaks o prestiti agevolati), o spionaggio industriale (i.e: il famoso caso dei documenti rubati dalla Lockheed Martin). Però se loro vogliono produrre o vendere EV qua possiamo imporgli di rispettare certe regole (come del resto la Cina fa già nei confronti di aziende europee o americane). Ricorrere ai dazi è un’arma a doppio taglio, perché di risposta la Cina può introdurre dazi alle case automobilistiche europee come la VW, che possiede una buona fetta (anche se in calo) del mercato cinese.

    7. auguri_e_figlimaschi on

      Ma poi le batterie danneggiate, incendiate, o semplicemente esauste, si sa che fine faranno? Sono diversi quintali per ogni veicolo…

    8. eemaanuelee on

      Mi dispiace, però bisogna essere onesti fino in fondo. Chi conosce bene l’automotive sa perfettamente che le colpe sono tutte nostre e dell’odio del libero mercato.

      L’Europa ci piace quando fa comodo, quando le cose vanno male no. Ed è questo il motivo per cui i brand automobilistici hanno ricevuto miliardi di lire ed euro in sussidi. Vedi Fiat. E’ libero mercato? No. Quindi è la stessa cosa che succede in Cina, quando il governo finanzia i produttori d’auto. E lo abbiamo sempre fatto.

      Sulla questione JV, citata anche nell’articolo: it’s more deep than that. I brand europei NON sono mai stati costretti ad aprire collaborazioni con i cinesi. Mai. Potevano tranquillamente importare e pagare dazi doganali MINIMI su prodotti che in Cina erano amati. Ci son pochi dati sui listini di 10 anni fa, ma le auto europee venivano vendute al doppio del listino europeo. Le nostre auto, anche la merdosa Polo, erano considerati a tutti effetti beni di lusso. I brand europei hanno VOLUTO aprire JV per risparmiare 3 lire sull’import e risparmiare 600 lire sulla produzione.

      La delocalizzazione dell’intero settore automotive non è cominciata nel post-covid, anzi. Sono più o meno 15 anni che brand europei fanno dumping fiscale(vedi FCA, poi PSA, ora Stellantis) e delocalizzano in Cina e in paesi in via di sviluppo. Chiaro: la manovalanza cinese, turca e serba costa poco. Ma la produzione dei pezzi è tutta in mano cinese. Perché loro possono costruire tanto al minimo.

      Senza contare i “subappalti”(non sono così ma non trovo termine più idoneo) che continuamo a fare in Cina: se Mercedes butta 1mln nell’MBUX state sicuri che dietro ci sono aziende cinesi che con 1mln fanno ricerca e sviluppo che in Germania costerebbe 15.

      Quindi la questione dazi è completamente inutile. Con l’imposizione dell’elettrico abbiamo accelerato un processo diventato assolutamente inevitabile: l’ascesa e il predominio cinese nell’intero settore. Per anni gli abbiamo dato il know-how, li abbiamo sfruttati come schiavi, ora, giustamente, fanno la loro parte. Il market cap delle aziende che fanno estrazione di litio e/o produzione di batterie è già loro da tanti anni. Non è più una cosa che si può evitare. Le cinesi vendono bene e venderanno sempre meglio se la politica dei prezzi rimane la stessa. Sono gli altri che si devono adeguare.

      Nessun mercato è perfetto, ma tutti i mercati si comportano come se lo fossero: il mercato automotive non è mai stato libero ma un cartello, in certi casi duopoli, di brand. Si devono accontentare di avere concorrenza. A guadagnarci è il consumatore, quindi viva le auto cinesi.

    9. Jekhyde95 on

      Perché ovviamente meglio mettere dazi ovunque (così le case europee non vendono neanche oltre il continente) che abbassare sti dannatissimi prezzi vero? Forse non hanno capito, le utilitarie elettriche a 40K euro le persone non le vogliono.

    10. Serg-Lorusso on

      I cinesi hanno in mano catena produttiva delle batterie e tecnologia.

      Non c’e’ dazio che tenga e si stanno preparando pure a quelli aprendo direttamente in EU.

      L’unica speranza (lol) e’ che le auto elettriche restino poco appetibili, visti i costi dell’energia esagerati grazie alle politica energetiche e al taglio del gas russo e la mancanza di infrastrutture di ricarica.

    11. Ricoz_90 on

      il problema è uno solo, i soldi in tasca.

      vogliamo solo automobili made in italy? perfettamente d’accordo! poi però non stupiamoci se le macchine costano il doppio.

      vogliamo frutta e verdura solo italiana? benissimo, ma poi ti costeranno 8/10€ al kg.

      i tessuti li vogliamo prodotti in italia e solo cotone italiano? perfetto, poi una maglietta ti costa 40€.

      è tutto fattibile, ma siamo sicuri di essere in grado di potercelo permettere?

      perchè è proprio per questo motivo che il mercato si è rivolto a paesi dove la mano d’opera e le materie prime costano meno, poter avere prodotti da vendere a tutti ad un prezzo ragionevole.

      quindi scordiamoci l’utopia di abbandonare le merci in ingresso a basso costo.

      ma cosa possiamo fare per migliorare?

      a mio avviso con i soldi del pnrr avremmo dovuto ripensare a tutta la struttura paese, con un occhio speciale al sud. servivano decisione drastiche e probabilmente dal bassissimo consenso politico ma che sul lungo periodo ci avrebbe migliorato l’esistenza. vedi grandi parchi solari e/o eolici, nuove ferrovie, nuove autostrade, nuovi poli industriali al sud con detassazione per chi apre aziende al sud, nuove linee energetiche etc. il tutto per tornare ad essere un paese di produzione importante, nulla di mass market, ma solo prodotti di medio/alto/altissimo livello perchè siamo capaci di farlo ma manca totalmente una guida lungimirante che pensi avanti di 10-15 anni non ai sondaggi ogni 6mesi…

    12. AostaValley on

      Un’Italia capace di futuro.

      Sarebbe la prima volta dal 1861 a oggi. Son curioso..

    13. Se la cina invade l’Europa e vince il mercato delle auto, ben venga. La competizione fa bene e darà una accelerata ai marchi europei in campo elettrico

      Come con palworld e pokemon. la competizione aiuta a spingere piu velocemente le tecnologie.

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