
Gimbe rileva che "secondo quanto riportato dal Dipartimento per il Programma di Governo, al 10 giugno 2025 dei sei decreti attuativi previsti dal DL Liste d’attesa solo tre sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, lo scorso aprile. Dei rimanenti, uno è scaduto da oltre nove mesi e due non hanno una scadenza definita"
"Come già evidenziato in audizione dalla Fondazione Gimbe – spiega il Presidente Nino Cartabellotta – il carattere di urgenza del provvedimento si è rivelato incompatibile con un numero così elevato di decreti attuativi, alcuni tecnicamente complessi, altri politicamente scottanti"
Nel 2024 il fenomeno ha registrato un’allarmante impennata: secondo le elaborazioni, il 9,9% della popolazione – circa 5,8 milioni di persone – ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, rispetto al 7,6% del 2023 (4,5 milioni di persone) e al 7% del 2022 (4,1 milioni di persone). Il dato è sostanzialmente omogeneo in tutto il Paesesenza differenze significative: 9,2% al Nord, 10,7% al Centro e 10,3% al Sud. Il netto aumento delle rinunce a visite ed esami rilevato nel 2024 è dovuto soprattutto ai lunghi tempi d’attesa
C’è da dire che proprio oggi (dopo un anno dal lancio propagandistico…) Stato e Regioni hanno raggiunto un accordo sul DPCM Liste d’attesa, che dovrà essere modificato e il potere dello stato verrà ridimensionato (più che altro hanno allungato molto i tempi entro i quali può intervenire lo Stato): Liste d’attesa. Fumata bianca in Conferenza Stato-Regioni sul Dpcm poteri sostitutivi. Ecco il documento con tutte le misure previste – Quotidiano Sanità
https://www.agi.it/cronaca/news/2025-06-12/dl-liste-attesa-un-anno-dopo-pochi-benefici-concreti-31820408/
di nohup_me
1 commento
Ma io non capisco dov’è il problema, nel senso, è così difficile creare un sistema informatizzato e da lì capire e recepire dati per migliorare tutto il sistema?
naturalmente lo so che mancano i fondi per la sanità.