
Giuseppe Conteex Primo Ministro, che in questi giorni si scaglia contro il Governo Meloni sul caso "Paragone"ha dichiarato di aver effettuato simili pratiche nei confronti di altre persone, in particolare nei riguardi di Luca Casarini e di Beppe Caccia, nell’ambito di più ampi controlli sull’operato dell’Ong Mediterranea.
[ARTICOLO PREMIUM – Fonte alternativa: Fanpage]
https://www.repubblica.it/politica/2025/06/14/news/caso_paragon_conte_controlli_casarini-424667916/
di dan_mas
3 commenti
Insomma, “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. No?
Questa vicenda, secondo me, si allargherà ad un livello tale da coinvolgere forse una fetta enorme di chi è stato nelle stanze dei bottoni, indipendentemente che sia considerato parte dei “buoni” o dei “cattivi”.
Sicuramente una vicenda chiaro-scura di cui BISOGNA venire a capo quanto prima. Ne va della credibilità delle istituzioni italiane in toto.
A me continua a non essere chiara una cosa: com’è possibile che i dispositivi abbiano falle così grosse che un tipo dice “Oh spiatelo” e in automatico lo infettano?
O tutti sono talmente pirla da cliccare ogni link per SMS?
Sono 2 fatti diversi.
Casarini fu una normale intercettazione come ce ne sono tante ed era tesa a verificare che la gestione dei flussi migratori da parte di questi attivisti fosse regolare e non celasse reati, infatti Casarini è stato anche indagato.
Il fatto di oggi è completamente diverso, sia per lo strumento utilizzato cioè il software di Paragon che è uno spyware con un grado di invadenza della privacy infinitamente maggiore è capace di prelevare e trasmettere qualsiasi documento/dato/informazione presente sullo smartphone (quindi non solo chiamate ma chat, documenti, video, immagini, posizione, dati ecc..).
Poi il direttore di Fanpage è un giornalista quindi entriamo in un mondo molto più delicato che è quello della libertà di informazione, infatti il direttore di Fanpage ha fatto diverse inchieste molto critiche verso questo governo.
Inoltre il diretto di Fanpage non è indagato per nessuno reato.
In più è la stessa Paragon che ha rescisso il contratto di fornitura dello spyware con le autorità italiane per utilizzo improprio del software.