In Emilia-Romagna si sta assistendo a una trasformazione dei terreni agricoli, spinta dall’interesse crescente di grandi aziende e fondi d’investimento nell’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici. Le proposte, che offrono prezzi ben superiori al valore agricolo, mirano a sfruttare le opportunità create dagli incentivi del decreto energia e dall’obiettivo di decarbonizzazione dell’Unione Europea. Tale dinamica ha portato a un aumento del valore dei terreni e a una progressiva difficoltà per gli agricoltori tradizionali di mantenere le loro attività produttive.

    Parallelamente, vengono proposte soluzioni come l’agrivoltaico e norme specifiche per salvaguardare l’uso agricolo dei terreni. Le regolamentazioni cercano di trovare un equilibrio tra la necessità di produrre energia da fonti rinnovabili e il mantenimento delle tradizioni agricole, limitando l’installazione di pannelli solari in alcune aree e favorendo modelli che permettano la doppia funzione terreni agricoli. Queste misure intendono garantire uno sviluppo sostenibile del territorio, pur affrontando il dibattito sulla trasformazione profonda del paesaggio rurale.

    https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2025/06/11/energie-rinnovabili-emilia-romagna

    di mirkul

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    9 commenti

    1. Un articolo più lungo del solito, visto che siamo nel weekend e abbiamo tempo di leggere.

      Io sono assolutamente pro fotovoltaico, non vorrei che questa diventasse una scusa per bloccarlo, però bisogna trovare una soluzione a gli impatti sull’agricoltura, che sappiamo non essere messa benissimo, in particolare sui compensi.

    2. martifero on

      sono un redditor semplice: leggo un post (ma mi basta il titolo) “contro” il fotovoltaico -> tappo downdoot

    3. OggiSbugiardo on

      Potrebbe essere un’opportunità di guadagno: inventare un sistema scalabile e conveniente per sorreggere tanti pannelli solari sopra a grandi coltivazioni, che sia pratico per la manutenzione di entrambi. Il sistema andrebbe probabilmente a beneficio delle coltivazioni stesse, ottimizzandone irraggiamento con la semplice inclinazione dei pannelli, o sfruttando la struttura anche per l’irrigazione.

    4. Astroruggie on

      Poi fare fotovoltaico in pianura padana, nota per il suo bel sole

    5. SabretoothPenguin on

      Avremo bisogno di ~70GW di fotovoltaico da qui al 2030 (come minimo, ma un po’ di piu’ non guasterebbe).

      Niente contro l’installazione sui fabbricati, ma è stato calcolato che non saranno sufficienti.

      Perché installarli nei campi? Perché costa meno.

      Se consideriamo i campi coltivati per fare biocarburanti, il rendimento energetico di un campo di pannelli solari e’ di due ordine di grandezza maggiore di un campo di girasoli o di mais. E non richede acqua o fertilizzanti.

      Per cui per carità, preserviamo il paesaggio, ma almeno evitiamo di dire che il solare ci togliera’ il cibo di bocca.

      Perché poi, nessuno si è mai lamentato delle serrre, che non è che siano più belle dei pannelli solari.

    6. Top-Text-7727 on

      Farò una speculazione basandomi solo sul titolo:

      piccoli imprenditori che campano praticamente solo grazie al caporalato e ai sussidi che sono contro una industria strategica e ad alto valore aggiunto. Se mi sbaglio downvotatemi.

    7. Il tutto perché gli “ambientalisti” sono stati convinti che il nucleare sia il peggiore di tutti i mali. Ad oggi potevamo avere energia 100% green e invece ogni mese arriva qualcuno a dire “solo un altro campo di pannelli, solo altri 100 milioni di euro, ti prometto che sistemiamo tutto”

    8. PhyrexianSpaghetti on

      Serve una premessa importante però: parliamo di “tradizioni agricole” come necessità o è un caso di “non mi piace quando il progresso mi obbliga a cambiare qualcosa a me”?

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