Purtroppo contro le fake news non possiamo aspettarci un intervento delle piattaforme online, visto che i loro ricavi dipendono dal grado di engagement degli utenti sulla piattaforma, e le fake news aumentano il coinvolgimento in modo esponenziale.

    Dobbiamo diventare consumatori più consapevoli e "punire" i social media che sono meno attivi nella lotta alle fake news, magari non usandoli, tuttavia andrebbero anche adottate delle buone pratiche di fruizione dei contenuti digitali.

    Soprattutto nel caso di contenuti ad alto impatto emotivo, la condivisione avviene ancora prima di aver potuto elaborare la notizia e verificarla. Senza contare poi l’ulteriore problema introdotto dalle AI generative che producono deepfake subdoli e difficili da smascherare.

    Esistono diverse strategie che possono contribuire ad identificare una fake news, però non voglio rendere il post troppo lungo (ho pubblicato un approfondimento più esaustivo nel mio blog) e quindi mi limiterò a citare quella che mi sembra più importante: il ricorso al lateral reading (cfr. articolo nel link).

    Per lateral reading si intende la valutazione della credibilità di una fonte confrontandola con altre simili, es. altri articoli di giornale, altre interviste, altri studi statistici, tenendo sempre presente l’affidabilità dei riferimenti aggiuntivi.

    Tale pratica permette di verificare e contestualizzare le informazioni, di conseguenza aumenta la capacità di identificare una fake news in modo tempestivo prima di condividerla.

    Considerando i danni che le fake news stanno arrecando al mondo dell’informazione e la loro capacità di manipolare l’opinione pubblica, ritengo che sia fondamentale imparare a riconoscerle.

    Come non cadere nelle fake news: ecco il “pensiero laterale” che ci può salvare



    di Dystopics_IT

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    9 commenti

    1. Dystopics_IT on

      I danni delle fake news non vanno sottovalutati, basti pensare a come hanno contribuito alla polarizzazione del dibattito politico, inquinando l’opinione pubblica e trasformando i gruppi sociali in casse di risonanza

    2. Ci vogliono corsi a scuola, questi pattern di accettazione delle fake news cominciano quando si è giovanissimi, la gente va istruita nel pensiero critico (le due parole più pericolose per il governo italiano)

    3. CultureContent8525 on

      Tutto quello che si legge online contiene dal 25% al 100% di stronzate, prima di prende in considerazione la cosa meglio è.

    4. Francescok on

      L’unico riparo alle fake news è una sempre migliore istruzione e una forte regolamentazione dei contenuti nei social.

      Considerando poi l’avvento di AI e Deepfake diciamo che l’istruzione sarà l’unico fattore che potrà aiutarci.

    5. Il discorso delle fake news è molto controverso.
      Tolti i casi in cui la verità è oggettiva, ad esempio il terrapiattismo, ma nella gran parte dei casi è la narrazione che si fa attorno ad una cosa a sconvolgerne il significato.
      Facendo l’esempio dei conflitti, i morti russi sono stati più del doppio rispetto agli ucraini in questi ultimi 3 anni quindi spostando la priorità della narrazione su questo puoi farci della propaganda sopra.
      Fare propaganda partendo da un fatto reale ed omettendo il resto è una fake news?
      Dal mio punto di vista no, è solo comunicazione maliziosa ma i giornali e le testate giornalistiche sopravvivono grazie a questo.

    6. Current_Revolution_2 on

      Viene in mente groundnews che utilizza il metodo da te citato, lunica pecca e l’assenza di un specifico segmento italiano.

    7. No-Mathematician5508 on

      La verità è che giornali e governi vogliono l’esclusiva sulle fake news, se stavamo ad ascoltare solo loro a quest’ora l’esercito ucraino sarebbe sotto al Cremlino. Usano l’epipeto di fake news come clava per colpire il dissenso, basti pensare al discorso auto elettrica, che non ha nessun lato negativo, e chi dice il contrario è un complottista pagato dalla lobby del petrolio.

    8. Sarebbe a mio avviso, più utile educare e porre un freno a questa bulimia dei contenuti e fare un lavoro di igiene dell’informazione. L’utente non deve imparare a verificare le fake news, piuttosto deve essere parte attiva, cercare quello che gli interessa e ignorare come misura igienica di “essere informato su qualunque cosa in qualunque momento”.

    9. 7ectornolimits on

      >Per lateral reading si intende la **valutazione della credibilità di una fonte** confrontandola con altre simili, es. altri articoli di giornale, altre interviste, altri studi statistici, tenendo sempre presente l’affidabilità dei riferimenti aggiuntivi.

      *”L’estate è già serena e vogliamo che rimanga tale. Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività* ***con la garanzia*** *di ritrovarsi tra persone* ***che non sono contagiose****. E’ una misura che dà serenità, non che toglie serenità”*

      Come ci si salva da queste fake news governative?

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