100000000000 €

    Cento miliardi di euro, all’incirca è questa l’economia non dichiarata dell’Italia, le stime (perché di stime si tratta) variano annualmente ma si gira sempre attorno a quella cifra. Dietro questa cifra ci sono tasse non pagate, redditi non dichiarati, lavoratori senza contratto, sfruttamento o comunque aggiramento delle tutele e degli obblighi di ogni cittadino. Le aree del Paese più prone al fenomeno è inutile ribadirle.

    Ovvia conclusione è la necessità di combattere tutto ciò da parte dello Stato, conclusione ancora più pressante se si pensa alla pesante tassazione vigente sui cittadini italiani in rapporto ai servizi offerti e alla loro qualità, non solo attraverso l’imposta sui redditi, ma anche attraverso la contribuzione previdenziale e la patrimoniale dello 0,2% annuo sui beni mobiliari, che comporta un appesantimento dell’attività economica sana, minori investimenti e soprattutto minori salari (netti). Non sorprende quindi la proliferazione di partiti politici e gruppi di interesse che chiedono a gran voce l’estrema lotta contro questo fenomeno con slogan che anelano al poter abbassare la pressione fiscale facendo pagare ad ognuno il suo, senza storture.

    Le entrate fiscali su PIL del Paese girano attorno al 40-45% (a seconda degli anni e delle fonti) e sono sempre rimaste costanti negli ultimi 10 anni, quasi metà dell’economia generata dai cittadini finisce sotto forma di tasse all’Erario, valori che collocano il Paese a livelli di tassazione nord-europei (Svezia e Finlandia hanno valori del tutto simili, ma anche Belgio o Lussemburgo) con però servizi diametralmente opposti: dove in Italia vi sono mancanze, disservizi e ritardi, in Paesi virtuosi le procedure sono più snelle, i soldi sono usati in modo più intelligente oppure la tassazione è minore e si lascia facoltà ai cittadini, grazie ai maggiori stipendi, di sopperire e gestire eventuali mancanze, la più banale è farsi un’assicurazione sanitaria ma gli esempi sarebbero molteplici. Dal 2013 ad oggi l’Agenzia delle Entrate ha raddoppiato il recupero annuo dell’evasione fiscale, passando dai nefasti anni della crisi del 2011 ad oggi, con decine di miliardi di euro in più a disposizione dello Stato che avrebbero dovuto portare ad un abbassamento delle tasse per tutti, come ampie parti della propaganda politica anelava. Come scritto sopra, la pressione fiscale è rimasta stabile nell’ultimo decennio.

    Ade

    L’altra faccia della medaglia è la spesa pubblica: se non si abbassano le entrate, si abbassano le uscite e di conseguenza si migliora il bilancio dello Stato con minore ricorso all’indebitamento, minori interessi sul debito, maggiori capacità di investimenti e soprattutto migliore capacità dello Stato di fronteggiare emergenze improvvise (tutti quanti ricordiamo la pandemia). Anche questa tesi però risulta vacua alla luce dei dati, seppure una spesa pubblica alta non sia di per sé un problema, dal 2013 ad oggi la spesa pubblica è quasi raddoppiata finanziando interventi sbagliati, regressivi oppure inutili (ve le ricordate le Primule di Arcuri? Il 110% di Giuseppe Conte?) sperperando i guadagni che i cittadini hanno ceduto allo Stato per fornire loro servizi e infrastrutture.

    Fonte MEF

    A guardare i grafici della spesa pubblica e del recupero dell’evasione sorge un dubbio: sembrano molto simili! Ovviamente con valori assoluti diversi ma, eccezion fatta per i due anni di pandemia, hanno lo stesso andamento. C’è modo di indagare e verificare questa impressione?

    In statistica esiste una metrica chiamata “correlazione” (la trovate anche su Excel) che riceve in entrata due serie di dati e restituisce un numero che va da -1 a +1. Se il risultato è prossimo a -1, allora le due serie di dati tendono a muoversi in modo opposto, se il risultato è attorno a 0, allora le due serie di dati non hanno correlazione, se il risultato è prossimo a +1, allora le due serie di dati tendono a muoversi all’unisono.

    Confronto con rescale a 100 sui valori del 2013

    La correlazione tra recupero dell’evasione fiscale e spesa pubblica è di ~0,7. Si muovono praticamente allo stesso modo. A questo punto è palese la conclusione.

    In più di 10 anni ampie parti del panorama politico si sono battute con estrema forza sbandierando in faccia agli elettori il fatto che “Se solo non esistesse l’evasione…” post-ponendo poi vari desiderata “…pagheremmo meno tasse“,”…ci sarebbero medici“,”…la pace nel mondo”, ecc facendosi allo stesso tempo portatori di misure draconiane per il contrasto della stessa, misure molto spesso che sarebbero costate un multiplo di quanto avrebbero portato nelle casse dello Stato, che avrebbero dato (e in alcuni casi hanno dato) enormi poteri ai funzionari accertatori, il tutto "perché se non ci fosse…".

    Il recupero però, come pubblicato annualmente da AdE, è avvenuto (fortunatamente) e continua a crescere di anno in anno eppure non si vede alcuno dei benefici propagandati. Perché?

    Perchè ciò a cui il recupero fiscale è servito è stato aumentare la spesa pubblica in particolare modo quella inutile e dannosa senza migliorare il rapporto tasse pagate/servizi offerti. I vari bonus (monopattini, 80 euro, ecc), le varie agevolazioni pensionistiche, le defiscalizzazioni una tantum e via discorrendo ne sono una palese dimostrazione e sono riconducibili a quasi ogni partito dell’arco parlamentare. Ne consegue che tutte le rappresentanze politiche e civiche che oggi continuano a sbandierare il recupero dell’evasione fiscale fine a sé stessa come la panacea dei mali del Paese stanno, detta in francese, prendendo per il culo i loro elettori perché questa verrebbe sempre e costantemente (come negli ultimi quasi 15 anni) usata per finanziare spesa improduttiva.

    La realtà è che la via da seguire è il taglio, lineare o selettivo a seconda delle necessità, della spesa pubblica, in primis quella pensionistica e comunque di quella dannosa. Un esempio che non vuole essere esaustivo che tutti in Italia possono confermare è la completa inutilità delle centinaia e centinaia di comuni da 2 – 3 – 5 – 10 mila abitanti: letteralmente 4 strade e 10 lampioni che per qualche stupido motivo continuano ad avere una giunta comunale (che va pagata) che passa il tempo a discutere se fare il mercato di venerdì o mercoledì. Ricordo che già oggi INPS è in deficit di bilancio e annualmente vengono prese dalle quote dell’IRPEF somme per poter appianare quel buco e pagare le pensioni. Detta altrimenti: i contributi che ogni lavoratore paga non sono sufficienti a pagare le pensioni in essere già oggi.

    Ulteriori inasprimenti sono completamente inutili perché sarebbe l’equivalente di sparare ad una formica con un missile: non è cost-effective. Vi immaginate 4 funzionari di AdE che indagano 6 mesi su un pensionato che fa lavoretti a nero per recuperare poi dopo 3 anni di contenzioso qualche migliaio di euro? E’ ridicolo. L’evasione va recuperata per via indiretta, favorendo lo sviluppo delle imprese (le imprese che evadono di più sono le ditte individuali e quelle fino a 5 dipendenti), prendendo in mano i CCNL fermi ai tempi di quando un operaio passava la vita ad avvitare bulloni in fabbrica, rendendo conveniente e incentivando il pagamento delle tasse (pagare il 40% di tasse e avere le strade con le buche non è il massimo della vita) e favorendo l’uso di sistemi di pagamento tracciati.

    Questo è quanto. Alla prossima volta che vi dicono “se non ci fosse l’evasione” saprete cosa rispondere, il resto è propaganda populista e dannosa fatta per prendere in giro elettori.

    Fonti: www.agenziaentate.gov.it ; www.rgs.mef.gov.it ; www.istat.it ; EC.europa.eu/eurostat

    Lotta all'Evasione Fiscale – Analisi di 15 anni di propaganda
    byu/SpigoloTondo initaly



    di SpigoloTondo

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    15 commenti

    1. Mollan8686 on

      Possibilità che spesa e recupero evasione siano variabili correlate al tasso di inflazione?

    2. Servitel on

      I dati dell’evasione sono tutta fuffa. La stima, la stima, la stima.
      La stima la fanno in base a quanto gli serve aggiungere al PIL per stare sotto alla soglia permessa dagli amici di bruxelles
      Come mai le entrate tributarie aumentano ogni anno e ogni anno anche la stima dell’evasione aumenta ?

      I politici usano il mantra dell’evasione per giustifcare le loro malefatte (tagli alla sanità, infrastrutture, eccettera), ma MAI ai parassiti loro amici (presinenti di enti inutili, millemila commissioni che si occupano dell’aria fritta, e compagnia bella)

    3. Combattere seriamente l’evasione fiscale in italia costa una quantità di voti indicibile. Questo è il motivo per cui nessuno lo fa, tutto il resto è retorica utile solo a berciare nei salotti dei vari Vespa, Porro ecc ecc dove ci si indigna e si blatera ma poi guai a pensare di incrociare dati e altro, si arriva a tirare in ballo perfino il garante della privacy.

      Poi ci sono stati governi lievissimamente più fiscali che hanno provato a raccattare qualche briciola e altri più disinvolti che hanno invece invitato all’evasione tramite condoni, paci fiscali di stocazzo e altre amenità.

    4. Cioè, fammi capire, la tua tesi è che il recupero di 12 miliardi di evasione ha permesso ai governi di aumentare la spesa di 450 miliardi? E avvenuta questa realizzazione hai quindi deciso che è meglio non perseguire il recupero del sommerso?

      Tra l’altro lo sai cos’altro correla benissimo con il recupero dell’evasione? Il PIL italiano! Magari una banalità, ma magari ti permette di fare ragionamenti sensati senza bisogno di vedere causazione tra dati che hanno più di un ordine di grandezza di differenza.

      Poi si può anche essere d’accordo con quello che vorresti proporre, ma tutto il discorso è viziato dal fatto che hai trovato due variabili neanche così troppo correlate (e correlazione non significa causazione) e hai deciso che dovevi incastrarle nel tuo ragionamento.

    5. MarcoCornelio on

      Due domande: i valori assoluti sono al netto dell’inflazione? Perché una crescita immagino sia anche dovuta a questo
      Perché dici che la correlazione è anche prova di relazione causa-effetto?

      Ultima cosa, benissimo tagliare la spesa pubblica, specie dove è inutile, ma aumentare la produttività? Capisco sia più difficile, ma il rapporto debito/PIL si abbassa anche così
      Anche perché si è già visto che a tagliare troppo si finisce con uccidere la crescita (e già noi siamo messi male da questo punto di vista)

      Esempio banale: le pensioni sono una voce di spesa grossa, è vero, però quanti giovani che non lavorano/lavorano a poco si prendono i soldi dai genitori/nonni per arrivare a fine mese? Le pensioni fungono anche da sostegno ai disoccupati, in questo caso, non si può non tenerne conto quando le si tagliano
      E ancora, in Italia l’unico modo per far profitto sembra essere abbattere il costo del lavoro; è vero che il cuneo fiscale è alto, ma sarebbe anche da chiedersi perché la produttività delle aziende è così bassa da costringerle ad avere degli stipendi da fame (i dati sui lavoratori a rischio povertà sono da mani nei capelli)

    6. OggiSbugiardo on

      Riassumendo, la tua tesi sarebbe che non sia necessario combattere l’evasione fiscale (non solo del pensionato, ma anche del libero professionista che evade 50mila/anno e delle imprese che vanno oltre) solo perché tagliare ed ottimizzare è più efficace? Siamo d’accordo che la lotta all’evasione non sia la panacea di tutti i mali dell’Italia, ma si possono certamente fare con profitto entrambe le cose.

      p.s. la correlazione fra entrate recupero evasione non implica necessariamente causalità ([fonte](https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation_does_not_imply_causation))

    7. Impossible_Loan7551 on

      E aggiungo che un po’ di evasione è fisiologica. È impossibile recuperare tutto l’evaso.

      Il problema in Italia è COME vengono spesi i soldi, e NON che ci sono pochi soldi da spendere. Anche se riducessimo ulteriormente l’evasione non cambierebbe NULLA.

      Questo non vuol dire che non sia un tema importante, sono comunque tantissimi soldi, soprattutto sul lungo periodo, semplicemente è un tema che è stato strumentalizzato da gente che si limita a guardare due numeri in croce traendo la prima conclusione che gli passa in testa.

    8. VenetoAstemio on

      >Ulteriori inasprimenti sono completamente inutili perché sarebbe l’equivalente di sparare ad una formica con un missile: non è cost-effective. Vi immaginate 4 funzionari di AdE che indagano 6 mesi su un pensionato che fa lavoretti a nero per recuperare poi dopo 3 anni di contenzioso qualche migliaio di euro? E’ ridicolo

      No, no, calma e gesso qui: io voglio i dati sull’efficienza del processo, euro recuperato per euro investito, prima di sparare sentenze.

      Edit: allora, l’AdE ha 29500 dipendenti circa, [per un contributo ordinario dello Stato pari a 3.3 miliardi per il 2025](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/8493610/Prospetti+del++Budget+2025.pdf/2c807d44-d7f0-58a7-da63-b700a353574f?t=1737104477793) e non si discosta troppo da quella cifra tra il 2020-2025, di cui 2.0 per il pagamento degli stipendi, con una media di circa 68k lordi l’anno a testa, quindi non li pagano malaccio.

      Fanno quindi circa 7-8€ recuperati per euro investito.

      Sarebbe interessante fare i confronti con solo i costi legati al recupero dell’evasione con altre entità: per esempio, [il famigerato IRS dovrebbe portare a casa 6$ per dollaro investito](https://www.nber.org/digest/20238/comparative-returns-irs-audits-income-groups).

      Quindi, finchè il processo è anche solo di 2 a 1, perchè cavolo dovremmo fermarlo?

    9. SpikeyOps on

      Più entrate per lo Stato più soldi vengono sprecati.

      Più soldi nelle mani dei cittadini più vengono meglio impiegati.

    10. Icy_Sea1056 on

      Se combatti l’evasione perdi le elezioni.

      Motivo per cui vedrai le forze dell’ordine davanti la scuola a far passare guai al 16enne con lo spinello in tasca, mai nel bar con 6 dipendenti in nero che fa uno scontrino ogni 50 clienti.

    11. IndubitablyNerdy on

      Anche ammesso che i due dati siano correlati, che mi sembra piuttosto dubbio, dato che il recupero dell’evasione non è che una percentuale minima dell’aumento di spesa (e sospetto che la crescita in termini nominali del pil sia il driver reale), una cosa non esclude l’altra.

      Una razionalizzazione della spesa è necessaria semplicemente anche perché l’evasione non copre che una percentuale del bilancio dello stato, sono soldi sicuramente utili (e francamente recuperarli è anche giusto nei confronti di chi paga e che oggi sostiene il prezzo della baracca per tutti), ma non bastano a ripianare il nostro bilancio.

      La scusa ‘lo stato spreca denaro’ allora non pago le tasse è meramente qualunquismo usato da chi non vuole contribuire alla società in cui vive pur godendo dei suoi benefici (il nostro stato è in decadenza da decenni, ma ti assicuro che non è il peggiore del mondo in cui vivere… per ora quantomeno).

      Detto questo, alcuni dei punti che dice OP hanno senso, affiancati a una seria azione anti-evasione, quali ad esempio, una semplificazione burocratica (compreso tutto l’apparato tributario), una riduzione delle barriere alla crescita delle imprese (il nostro sistema crea un meccanismo di incentivazione perverso per il quale crescere oltre il piccolo è una battaglia in salita e quindi abbiamo poche medie imprese), una focalizzazione su sistemi di pagamento tracciati, la riduzione di una serie di piccoli ‘feudi’ burocratici, lotta al lavoro nero, rafforzamento della contrattazione collettiva e così via.

    12. Apprehensive_Cod8575 on

      Abbassare la spesa pubblica risulta difficile ad oggi senza andare a toccare categorie di elettori che tengono in piedi il governo.

      La spesa pensionistica la potresti abbassare solo toccando retributivo, baby pensioni e quanto altro. Però sono tutte cose che sarebbero retroattive. Le pensioni attuali ormai sono con il contributivo, quindi metto x, prendo x.

      Spese sanitarie, istruzione e sicurezza sono già a livelli bassi rispetto al resto dell’Europa. Sicuro puoi recuperare qualche soldo di sprechi, ma in percentuale poca roba.

      Il grosso sarebbero tutte le mance varie che ogni partito fa per garantirsi i voti di certe categorie (ad es. forfettario a dx, reddito di cittadinanza a M5S), e nessuno ci rinuncierà mai. Siamo la nazione che già 60 anni fa faceva voti di scambio (grazie Achille Lauro e la pasta), e tutti hanno capito che così si vince.

      Ci dovrebbe essere un cambio di mentalità nei cittadini, e soprattutto qualche categoria che si sacrifichi, ma nessuno lo farà mai

    13. Quante parole per dire che ti va bene che solo alcuni paghino le tasse.

    14. Sunnyboy_18 on

      Bravo Spigolo, ricordiamo anche che l’Italia è uno dei Paesi più virtuosi e che consegue ogni anno un avanzo primario non indifferente, il problema sono gli enormi interessi sul debito.

      Fondamentale perciò è che la spesa non aumenti all’aumentare del recupero, ma come hai dimostrato e come insegna l’esperienza di chi ha avuto a che fare e maneggiato qualche bilancio pubblico, la politica non vede l’ora di spendere e nuovi soldi equivalgono a nuove spese per mandare avanti il loro giochino.

      Cosa può fare un cittadino? Votare per chi si batte per un certo rigore fiscale, diffidando da chi parla costantemente di nuove spese, investimenti (miao), bonus, mancette, riforme che servono solo a rifare il maquillage. Mi rendo conto che sia però utopia.

    15. djlorenz on

      Finché gli stipendi rimangono fermi al 95 e l’assistente del dottore ti urla tranquillamente davanti a tutti “con fattura o senza?!?” e il pizzaiolo ha il POS rotto nulla cambierà.
      La guerra dei poveri dove si fa di tutto per arrivare a fine mese.

      Abbiamo la stessa tassazione del nord Europa ma qual é la principale differenza col loro? Gli stipendi e il tipo di aziende.
      Idraulici ed elettricisti fanno nero anche al nord, ma la maggior parte delle tasse arriva da aziende grosse, solide e guidate da persone competenti. Non dalla Ciccio Caio SRL con 4 dipendenti dove il figlio che ha fatto il liceo perché doveva fa finta di essere il capetto ma il papà comanda ancora e dice di fare nero come si faceva ai vecchi tempi…

      I CCNL? La rovina dei lavoratori… Andavano bene per la fiat e gli operai ma con un mercato sempre piu partita iva forfettario a cosa servono? Perché non mettiamo uno stipendio minimo e clausole di aumento un base all’inflazione come si fa in Olanda? Creiamo un mercato del lavoro dove ci si focalizza a crescere i propri dipendenti per migliorare e crescere l’azienda invece di sfruttarli per tenere le luci accese?

      Di certo non é facile, ma una cosa é sicura, nessun governo vuole prendere in mano i problemi alla radice, si preferisce il bonus monopattini… Chi ci ha provato è stato asfaltato ma non vi è mai stato il tempo di fare cambiamenti completi. Ci vorrebbero decenni di pianti e urla per cambiare qualcosa, e con la popolazione votante italiana quella che sarebbe più colpita. Riparliamone forse fra 20 anni…

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