Nonostante la prescrizione per il generale Casarsa i giudici hanno dimostrato che l’intento dei Carabinieri comandati da Casarsa, che all’interno all’esterno e verso le altre Istituzioni doveva rispondere dell’operato dell’Arma romana, non è stato quello di trovare "la mela marcia"ossia di approfondire realmente la dinamica degli eventi ma, al contrario, di restituire una realtà di comodo". Per i giudici d’appello ”il quadro probatorio ricostruisce dunque una immagine di Casarsa interessato essenzialmente a presentare quella verità di comodo circa le condizioni di salute di Stefano Cucchi che avrebbe orientato gli inquirenti verso soggetti diversi dai Carabinieri (soggetti vittime, dopo Cucchi e la sua famiglia, di tale sviamento)". È quanto scrivono i giudici della Corte d’Appello di Roma nelle motivazioni della sentenza sul procedimento legato ai depistaggi legati alla morte di Stefano Cucchi.

    https://www.rainews.it/amp/articoli/2025/09/caso-cucchi-corte-dappello-i-carabinieri-hanno-fornito-una-realta-di-comodo-3a88562f-43b4-454a-8364-9df91d57ca78.html

    di nohup_me

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    3 commenti

    1. MarlenHamsic on

      Io sono abolizionista, la prigione per me deve essere rieducazione e non punizione, ma leggere delle condanne così brevi mi fa salire una rabbia immensa

    2. Nosciolito on

      Come si fa a prescrivere un generale che ha compiuto un depistaggio? Vabbè almeno quelli della Diaz non avranno fatto carriera…

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