In Italia, circa il 15% dell’energia elettrica è prodotta da centrali idroelettriche che sfruttano l’acqua come bene pubblico. Le concessioni per l’uso di questa risorsa sono state prorogate più volte, alcune durano da oltre 100 anni, senza gare pubbliche né concorrenza. Le aziende energetiche – tra cui Enel, Edison, Iren e A2A – pagano canoni molto bassi alle regioni, nonostante ricavi miliardari. Solo Enel, nel Veneto, incassa circa 800 milioni di euro l’anno. La Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto delle regole sulla concorrenza, ma i governi italiani continuano a prorogare le concessioni, ignorando gli impegni presi con l’UE.

    Quindi le regioni perdono centinaia di milioni di euro in canoni non pagati (207 milioni in Lombardia, 100 in Piemonte, 30 solo a Belluno); dall’altro, il prezzo dell’energia resta altissimo.

    https://www.ilpost.it/2025/09/25/concessioni-centrali-idroelettriche-gare-regioni/

    di mirkul

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    3 commenti

    1. Una vicenda che non conoscevo, per carità tutti gli interventi che bisogna fare su tassisti e balneari, ma qui si sta parlando di multinazionali che si incassano soldi mentre poi noi paghiamo.

      E l’energia è una componente fondamentale nella competitività delle aziende, come abbiamo scoperto dopo le sanzioni alla Russia e quella crisi, quindi materia importantissima.

    2. Otherwise_Fold_7783 on

      Continua la campagna del post a favore del nucleare. 

    3. Hard_Reset7777 on

      Wow che stupore, altre storie di diritti di sfruttamento eterni, chi l’avrebbe mai detto.

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