In estrema sintesi: cessate il fuoco immediato, piano di ricostruzione di Gaza, disarmo di Hamas, liberazione degli ostaggi e di alcuni prigionieri palestinesi e la creazione di un’amministrazione di Gaza, distintita sia naturalmente da Hamas sia dall’ANP (nella sua proposta Trump fa riferimento a Tony Blair come governatore o almeno parte del governo). In questa forma l’accordo è stato concordato con Israele, mentre Hamas ha mosso alcune obiezioni, chiedendo l’alleggerimento delle condizioni di disarmo e subordinando la liberazione degli ostaggi al ritiro dell’IDF dalla Striscia. A quanto pare gli USA sarebbero disposti a includere una clausola con delle garanzie alla sovranità del Qatar, dopo la crisi seguita all’attacco israeliano condotto a Doha. Solo il tempo ci dirà se la proposta avrà un seguito.
Nosciolito on
Una pagliacciata di accordo che non può essere accettato e che servirà a giustificare il genocidio per colori che ancora credano si stia facendo tutto questo per gli ostaggi israeliani.
La cosa bella comunque è che in questi punti si sia ammesso di star affamando la popolazione apposta e i governi, soprattutto il “nostro”, continuano con la tavoletta degli aiuti che arrivano.
La parte più esilarante è affidare a Tony Blair e agli inglesi la Palestina, cioè a coloro che hanno creato tutto questo.
r_m_z on
Personalmente, i punti più critici per far si che questo possa essere un vero accordo sono il 9 e 10:
* Gaza sarà governata da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle municipalità per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali, con la supervisione e il controllo di un nuovo organismo internazionale di transizione, il “Consiglio di pace”, che sarà guidato e presieduto dal presidente Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato da annunciare, tra cui l’ex primo ministro Tony Blair. Questo organismo definirà il quadro di riferimento e gestirà i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, tra cui il piano di pace del presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese, e potrà riprendere in modo sicuro ed efficace il controllo di Gaza. Questo organismo farà appello ai migliori standard internazionali per creare un governo moderno ed efficiente che sia al servizio della popolazione di Gaza e favorisca gli investimenti.
* Verrà elaborato un piano di sviluppo economico di Trump per ricostruire e rilanciare Gaza, convocando un gruppo di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune delle fiorenti città moderne del Medio Oriente. Molte proposte di investimento ponderate e idee di sviluppo entusiasmanti sono state elaborate da gruppi internazionali ben intenzionati e saranno prese in considerazione per sintetizzare i quadri di sicurezza e governance al fine di attrarre e facilitare questi investimenti che creeranno posti di lavoro, opportunità e speranza per il futuro di Gaza.
Perché sono quelli che, di fatto, impongono uno status di colonia (sotto l’egidia di Trump e del suo governatore nominato Blair).
Duck_Troland on
Tra i danni del trumpismo metterei anche aver apparentemente convinto il mondo che una intesa che raggiungi con una sola delle due parti belligeranti e che imponi all’altra, letteralmente offrendo la licenza di tabula rasa ad Israele se quelli non accettano, possa essere chiamata “accordo”. Una roba del genere in italiano si chiama “ultimatum” (ed ovviamente non può essere accettata, essendo disegnata per non esserlo).
Urzuck on
Sto accordo è già fallito ancora prima di iniziare. Non lo vuole hamas e non lo vuole la destra israeliana. A me tutta sta roba sembra più una fantasia bagnata di Trump che vuole costruire il suo resort, già il fatto che in questo accrocchio ci sia Tony Blair la dice lunga sulla serietà della proposta, un progetto neocoloniale che non può funzionare.
ResourceDelicious276 on
Hamas dovrebbe accettare, sono condizioni terribili per la Palestina ma data la situazione sul campo è improbabile che ottengano di più.
vampucio on
1 di questi punti vede Israele con una flotta di navi pronte per il grande blu. Lo chiameranno two piece
DeeoKan on
Vado controcorrente e dico che non lo trovo un brutto piano. Non splendido, ma la situazione non offre chissà quante possibilità.
Per la Palestina è sicuramente una sconfitta, ma sono 70 anni che perdono, non vedo come ci si potesse aspettare qualcosa di diverso.
Gaza diventerebbe una colonia di Trump governata da Blair. Sorvolando che l’ultima volta che c’era un britannico come governatore della Palestina non sia andata benissimo, non mi aspetto che per gli abitanti la situazione sia poi molto peggiorativa. Il piano di Trump è demenziale e penso che rimarrà per lo più inattuato; per i palestinesi il rischio maggiore penso sia una possibile gentrificazione e/o espansione israeliana, ma come tenore di vita la situazione potrebbe migliorare.
La Cisgordania dovrebbe salvarsi per provare a ricostruire un governo decente.
9 commenti
In estrema sintesi: cessate il fuoco immediato, piano di ricostruzione di Gaza, disarmo di Hamas, liberazione degli ostaggi e di alcuni prigionieri palestinesi e la creazione di un’amministrazione di Gaza, distintita sia naturalmente da Hamas sia dall’ANP (nella sua proposta Trump fa riferimento a Tony Blair come governatore o almeno parte del governo). In questa forma l’accordo è stato concordato con Israele, mentre Hamas ha mosso alcune obiezioni, chiedendo l’alleggerimento delle condizioni di disarmo e subordinando la liberazione degli ostaggi al ritiro dell’IDF dalla Striscia. A quanto pare gli USA sarebbero disposti a includere una clausola con delle garanzie alla sovranità del Qatar, dopo la crisi seguita all’attacco israeliano condotto a Doha. Solo il tempo ci dirà se la proposta avrà un seguito.
Una pagliacciata di accordo che non può essere accettato e che servirà a giustificare il genocidio per colori che ancora credano si stia facendo tutto questo per gli ostaggi israeliani.
La cosa bella comunque è che in questi punti si sia ammesso di star affamando la popolazione apposta e i governi, soprattutto il “nostro”, continuano con la tavoletta degli aiuti che arrivano.
La parte più esilarante è affidare a Tony Blair e agli inglesi la Palestina, cioè a coloro che hanno creato tutto questo.
Personalmente, i punti più critici per far si che questo possa essere un vero accordo sono il 9 e 10:
* Gaza sarà governata da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle municipalità per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali, con la supervisione e il controllo di un nuovo organismo internazionale di transizione, il “Consiglio di pace”, che sarà guidato e presieduto dal presidente Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato da annunciare, tra cui l’ex primo ministro Tony Blair. Questo organismo definirà il quadro di riferimento e gestirà i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, tra cui il piano di pace del presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese, e potrà riprendere in modo sicuro ed efficace il controllo di Gaza. Questo organismo farà appello ai migliori standard internazionali per creare un governo moderno ed efficiente che sia al servizio della popolazione di Gaza e favorisca gli investimenti.
* Verrà elaborato un piano di sviluppo economico di Trump per ricostruire e rilanciare Gaza, convocando un gruppo di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune delle fiorenti città moderne del Medio Oriente. Molte proposte di investimento ponderate e idee di sviluppo entusiasmanti sono state elaborate da gruppi internazionali ben intenzionati e saranno prese in considerazione per sintetizzare i quadri di sicurezza e governance al fine di attrarre e facilitare questi investimenti che creeranno posti di lavoro, opportunità e speranza per il futuro di Gaza.
Perché sono quelli che, di fatto, impongono uno status di colonia (sotto l’egidia di Trump e del suo governatore nominato Blair).
Tra i danni del trumpismo metterei anche aver apparentemente convinto il mondo che una intesa che raggiungi con una sola delle due parti belligeranti e che imponi all’altra, letteralmente offrendo la licenza di tabula rasa ad Israele se quelli non accettano, possa essere chiamata “accordo”. Una roba del genere in italiano si chiama “ultimatum” (ed ovviamente non può essere accettata, essendo disegnata per non esserlo).
Sto accordo è già fallito ancora prima di iniziare. Non lo vuole hamas e non lo vuole la destra israeliana. A me tutta sta roba sembra più una fantasia bagnata di Trump che vuole costruire il suo resort, già il fatto che in questo accrocchio ci sia Tony Blair la dice lunga sulla serietà della proposta, un progetto neocoloniale che non può funzionare.
Hamas dovrebbe accettare, sono condizioni terribili per la Palestina ma data la situazione sul campo è improbabile che ottengano di più.
1 di questi punti vede Israele con una flotta di navi pronte per il grande blu. Lo chiameranno two piece
Vado controcorrente e dico che non lo trovo un brutto piano. Non splendido, ma la situazione non offre chissà quante possibilità.
Per la Palestina è sicuramente una sconfitta, ma sono 70 anni che perdono, non vedo come ci si potesse aspettare qualcosa di diverso.
Gaza diventerebbe una colonia di Trump governata da Blair. Sorvolando che l’ultima volta che c’era un britannico come governatore della Palestina non sia andata benissimo, non mi aspetto che per gli abitanti la situazione sia poi molto peggiorativa. Il piano di Trump è demenziale e penso che rimarrà per lo più inattuato; per i palestinesi il rischio maggiore penso sia una possibile gentrificazione e/o espansione israeliana, ma come tenore di vita la situazione potrebbe migliorare.
La Cisgordania dovrebbe salvarsi per provare a ricostruire un governo decente.
Che poi non capisco, perché proprio Blair?