La tragedia un anno fa, nell’Astigiano. I genitori della ragazza hanno firmato, insieme al Moige e allo studio legale Ambrosio&Commodo di Torino, la causa contro i colossi delle piattaforme: «Ciò che è accaduto a nostra figlia non deve più capitare»

    nel feed di Instagram e TikTok della dodicenne comparissero anche immagini con riferimento esplicito al suicidio oppure rimandi a personalità che lo avevano tentato. La logica sarebbe quella dell’algoritmo che regola i suggerimenti in base alle ricerche effettuate, alimentando così «una bolla di contenuti». Contenuti che, in questo caso, non sarebbero dovuti comparire nella quotidianità virtuale di un’adolescente

    la responsabilità della diffusione di certi contenuti spetta alle piattaforme. «L’iniziativa — spiega l’avvocato Commodo — è frutto dell’impegno di due anni di intenso lavoro da parte di un gruppo interdisciplinare composto da giuristi, ingegneri informatici e neuropsichiatri. Ha portato al deposito di un ricorso fondato sui nuovi strumenti legislativi di tutela collettiva, consentendo ai genitori, parti lese, di coalizzarsi per affrontare il confronto con gruppi multinazionali».

    Un’indagine del Cnr ha identificato circa 66.000 hikikomori in Italia, con una prevalenza leggermente superiore nella fascia compresa tra gli 11 e i 13 anni. Per quanto riguarda il cyberbullismo, sempre il Cnr (Studio Espad Italia) registra che il 47% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha subito degli episodi nel 2024

    https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/25_ottobre_03/nostra-figlia-suicida-a-12-anni-la-prima-class-action-in-italia-contro-tiktok-e-meta-e-per-salvare-altri-ragazzi-fragili-come-lei-7e6d9d22-2c0b-43b8-99bc-1534cce74xlk.shtml

    di nohup_me

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    8 commenti

    1. Tentativ0 on

      I bambini ed i ragazzi si suicidano perché i genitori e la scuola non se ne importano.

      Ma é piú facile attaccare un nemico esterno che fare esame di coscienza e dolorosamente cambiare e mettersi di impegno per migliorare le cose.

      Mi dispiace per tutti quelli coinvolti. Una morte del genere oscura parecchio la visione della vita di chi rimane.

    2. no mi dispiace ma ora stiamo pensando alla Palestina. Dopo pensiamo a queste cose

    3. Vice_Quiet_013 on

      Io non vorrei fare lo stronzo nei confronti di questi genitori che hanno perso la loro figlia a 12 anni, né voglio in alcun modo attaccare la sua figura, né voglio dire che Meta e TikTok dovrebbero bellamente disinteressarsene. Detto questo mi permetto di dire che in questo caso la primissima responsabilità era proprio quella dei genitori: loro hanno messo il cellulare nelle sue mani senza intervenire quando apparivano quei contenuti.

    4. void-into-the-void on

      esperienza personale: nuovo cellulare, nuovo account instagram con email mai usata sui social. nessun amico, nessun follow, comincio a scrollare reels. nei primissimi reel vedo:
      – lotte tra maranza
      – extracomunitari che fanno casino
      – le tipe del calippo tour
      – video del tizio ucciso con sue frasi orripilanti
      – tipa random di 50 anni in costume succinto

      io sono adulto e dopo 5 minuti ho avuto conati di vomito per quanto letame mi è stato proposto. immagina invece di avere 13 anni e di ricevere per 6-7 ore al giorno questa valanga di odio, depravazione, propaganda. cosa ne sarà dei bambini e adolescenti che crescono con questo letame?

    5. TarailloX4 on

      Facilissimo gridare allo scandalo e all’odio verso le big corporations, ma troppo difficile constatare che lasciare il proprio bimbo di fronte agli schermi chissà quante ore al giorno è sintomo di cattiva genitorialità.

    6. rataviola on

      Il problema sono sempre i social e non i genitori che non hanno voglia di fare il loro “mestiere” di genitori, mi raccomando. Lasciamo libero accesso a internet ai ragazzini, cosa potrà mai andare storto

    7. Pink_Flying_Pig_ on

      Sono per il blocco legale dei social ai minori di 14-16  però non sarebbe male se la gente ci arrivasse anche da sola, diciamo. 

    8. nohup_me on

      Per questa causa questo avvocato è perfetto, l’avvocato “Commodo…re” =D scusate non ho resistito =D

      Comunque il problema è complesso perchè le società tech mettono i disclaimer sulla età, i giovani li bypassano con un click, quindi le società tech per evitare cause come queste chiedono alla politica di mettere dei controlli sull’età seri, la politica ha limiti per la perdita di consenso e non tutti i genitori fanno il loro lavoro correttamente, che d’altronde è difficilissimo.

      Come punto di partenza ci vorrebbe una educazione informatica dalle medie, su come “ragionano” algoritmi, chatbot e sulla privacy e foto mandate nei gruppi ecc… ma qua figurati, troppo costoso, meglio levargli il cellulare per le 5 ore di scuola e darglielo per le altre 19 ore, come dare della droga ad un drogato dopo che lo hai privato di essa per un pò, e senza nessuna indicazione sul non drogarsi subito dopo che gliel’hai data in mano di nuovo. Cosa potrebbe mai andare storto?

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