
Questo è il pericolo che vedo sempre più concreto: la politica si concentra sulla finta soluzione di una restrizione all’accesso per certe età (in aggiunta ai criteri dei ToS già in vigore, in genere di 13 anni), quando invece il cattivo uso dei social è diffuso e riguarda tutti.
Se da un lato appare evidente che gli adolescenti più piccoli vanno maggiormente tutelati, dall’altro lato l’attuale impostazione è di discutere soltanto di quello, pensando ad una misura sensazionalistica, semplice da implementare….ma inadeguata per la complessità del problema.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40991552/
di Dr_Neurol
9 commenti
Uno studio del 2023 addirittura segnala come gli adolescenti più piccoli (13-15 anni) siano anche quelli ad usare meno lo strumento, mentre l’uso problematico raggiunge il suo picco intorno ai 20 anni. La fascia d’età proposta per la restrizione all’accesso dei social risulta assolutamente non giustificata dagli studi scientifici.
[https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12051161/](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12051161/)
Ban dei social ai minori? Era ora
I social devono essere rimossi. Ho tolto Instagram, ho solo letteralmente YouTube e già quello fa danni.
Sto limitando di molto gli shorts e sto già mille volte meglio
Ma se alla fine ne siano tutti più consapevoli , chi più e chi meno, perché si continua ad utilizzarli?
Gli stessi studi (umbrella review di 95 studi) dicono che pure la pubblicità in generale ha gli stessi effetti:
[The impact of advertising on women’s self-perception: a systematic review – PMC](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11752915/)
[Advertising Makes Us Unhappy](https://hbr.org/2020/01/advertising-makes-us-unhappy)
Perchè il problema non sono i social in sé ma quello che la gente vede sopra, come lo vede nella pubblicità.
Se il tuo feed è fatto per mostrarti post e immagini/video che devono suscitare qualcosa in te, in modo da tenerti fermo ad interagire sullo stesso social e far guadagnare l’azienda, per forza di cose saranno post controversi e le persone avranno sentimenti negativi.
È lo stesso funzionamento delle recensioni: chi compra qualcosa e si trova bene non fa nulla, chi si trova benissimo o malissimo fa una recensione molto positiva o molto negativa. La via di mezzo non genera intrattenimento e si va verso la polarizzazione.
Già l’obbligo di timeline cronologica fa molto. E questo studio mi pare usi studi americani dove la timeline non è obbligatoriamente cronologica (o vecchi, quando era così anche in Europa) ma ho letto veloce.
Credo che per combattere il problema si dovrebbe agire su più fronti: sicuramente l’educazione di TUTTI ai rischi dei social media, e ai meccanismi che usano per massimizzare l’engagement (a scapito della salute mentale dell’utenza). Un limite di età non cambierà niente, bisogna rendere l’uso dei social più consapevole.
Poi sarebbe bello se ci fosse un modo per costringere le piattaforme ad applicare delle politiche che rendano il sistema meno nocivo, a partire dal fact checking e la moderazione (le due principali cose su cui tutti i social principali hanno fatto marcia indietro da quando c’è Trump), così come la taratura dell’algoritmo in modo che non spinga solo i contenuti che causano shock e indignazione. Ma sarebbe importante anche individuare e regolare tutti quei mezzucci che i social usano per tenere gli utenti incollati alla app a fare doomscrolling, p.es. Come spingono a passare subito al contenuto successivo (qui su reddit ad esempio sullo schermo compare sempre più di un post, c’è sempre il prossimo contenuto pronto da visualizzare subito sotto a quello attuale).
Ma ho zero speranze che possa succedere, l’unica è sperare in un collasso del sistema, ma anche quello lo vedo poco probabile
si hai ragione i social fanno male a tutti. sulla fascia 10 – 16 il danno è maggiore perché la persona sta costruendo la sua personalità e i social possono fare dei danni permanenti.
si presuppone che un trentenne o un cinquantenne riescano ad uscire da questi traumi velocemente, per un tredicenne ci vuole molto tempo.
curiosità facebook è diventato popolare in italia attorno al 2008, oggi abbiamo ventenni trentenni che han iniziato ad usarlo da teenager e per i quali i social sono la normalità. analizzando loro possiamo vedere i danni e la differenza rispetto alle generazioni precedenti che ha fatto esperienze differenti
copio ed incollo quello che ho gia scritto su una ltro post che parlava piu o meno dello stesso argomento
“quello che non viene mai preso in considerazione da nessuno di coloro che trattano l’argomento, è che i “social”, sono proprietà di aziende che hanno come unico scopo la monetizzazione. Per raggiungere lo scopo usano algoritmi ingegnerizzati in modo da (la dico brutale e grezza) “fotterti il cervello”. Squadre di psichiatri sociologi psicologi vengono usati per ingegnerizzare gli algoritmi che “suggeriscono” i contenuti, e la creazione del “terreno fertile” alla recezione dei contenuti puibblicitari è lo scopo primario. questa roba fa male a tutti, grandi e piccoli, con un danno estremamente piu grosso per i piccoli e non perchè siano più stupidi o altro, ma semplicemente perchè un cervello in via di sviluppo è molto piu facilmente modellabile ed influenzabile. Fare “educazione” serve ma non risolve, ed è inutile restringere l’eta di acesso perchè tanto chi vuole accedere lo fa lo stesso anche se piccolo. l’unica soluzione sarebbe una legislazione efficiente atta a mettere paletti altamente restrittiva rispetto a raccolta ed utilizzo di dati che sono il “cibo” dell’algoritmo e limitarne di mlto l’invasività. Come fare sta roba non sta a me dirlo. ma la cosa che mi fa più arrabbiare di tutta questa storia è che tutte le limitazioni precauzionali e tutta la retorica sull’educazione, che si fa attorno ai social sono una dichiarazione di resa alle big tech che praticamente fanno quello che vogliono e nessuno puo farci nulla perchè i soldi comandano e in realtà la salute mentale viene dopo, ma bisogna fare finta di fare qualcosa altrimenti le persone capiscono che la politica è al servizio della finanza.”
Oggi, grazie a una clip di Cyllian Murphy, ho imparato il mio nuovo acronimo preferito: ROMO
#RELIEF OF MISSING OUT