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    27 commenti

    1. tric-e-trac on

      Io dico sì, difficile da inquadrare perché dipende fortemente dal momento storico in cui è stato scritto.

    2. slipeinlagen on

      Sai non sembra male questa riforma dei programmi?

      Ma davvero e di Valditara?

    3. marcosimoncini on

      È un romanzo bellissimo, peccato che a scuola te lo facciano odiare…

    4. srandtimenull on

      Il punto è, banalmente, che era stato introdotto nel programma scolastico a fine ‘800 perché ottimo esempio di “romanzo contemporaneo”.

      Adesso non è più contemporaneo nemmeno per sbaglio, e per quanto importantissimo esempio di letteratura italiana, è giusto che i ragazzi di 15 anni leggano qualcosa di più recente, con un linguaggio più familiare e per un pubblico contemporaneo.

      Il primo esempio di autore di romanzi italiano contemporaneo che mi viene in mente è Umberto Eco.

    5. Cioè, spiegatemi, i Promessi Sposi sono un testo “troppo complesso dal punto di vista linguistico per gli allievi più giovani” quindi vanno spostati al quarto anno, ma la Divina Commedia al terzo anno invece va benissimo?

    6. Classic_Fuel8599 on

      In che indirizzi si legge? Io ho fatto l’ITIS e abbiamo fatto solo letteratura generale, non abbiamo studiato approfonditamente né Dante né Manzoni

    7. TinTamarro on

      Noi l’abbiamo dovuto fare in terza perché il “prof” dei primi 2 anni era incompetente al massimo e ci faceva fare solo gli schemini per i temi argomentativi.

      E recuperato come, dite voi? Con le registrazioni in videocassetta dello sceneggiato Rai anni 70.

    8. itamau87 on

      Io in un ITIS, li studiai in quarta superiore.

      Tutto il terzo anno dedicato alle Chanson de Roland, all’amor cortese e alla Divina Commedia. Dalla quarta in poi tutto il resto.

      Non ricordo molto del Biennio, son passati 25 anni, però ricordo che in prima superiore ci dettero da studiare, ed apprezzai enormemente, Iliade, Odissea ed Eneide.

      Ho ancora buona parte dei libri di testo.

    9. OkAd1622 on

      Sono d’accordo solo se decidono un unico testo in sostituzione il secondo anno (io sarei per Il nome della rosa di Umberto Eco, che è super istruttivo per tante cose )  perché è bello avere una cultura comune con ogni italiano/a che ha studiato lo stesso libro.
      Far decidere al prof di turno significa forte disparità tra una classe e l’altra, tra chi fa Umberto Eco e chi fa 3 metri sopra il cielo. 

      Cmq io sono tra i pochi che hanno adorato i promessi sposi e andavo avanti a leggerlo da sola perché volevo sempre sapere come andava avanti <3

    10. Italia_est_patriam on

      Io dico di no semplicemente perché quella noia voglio che gli studenti se la tolgono subito. Molto meglio godersi leopardi e dante dopo

    11. Eldritch_Lit_Lover on

      Eh allora… personalmente sono un po’ diviso. Nel senso, la questione “al biennio studiate libri più facili” è una cagata colossale, anche perché a dirla tutta “I promessi sposi” non è un romanzo particolarmente complesso. Voglio dire, in seconda media io gli faccio fare la parafrasi di Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso, e per la prosa leggiamo il Decameron che è decisamente più difficile de I promessi sposi.

      Detto questo, resta da chiedersi se abbia senso tenere I promessi sposi come opera fondamentale della letteratura italiana e, per me, la risposta è no. Nel senso, fondamentale lo è, ma non per chi fa le superiori. La sua importanza non è tanto nell’essere il primo romanzo italiano (Le ultime lettere di Jacopo Ortis viene prima, e questo senza considerare tutti i protoromanzi settecenteschi), quanto nello sviluppo della lingua italiana e nella capacità che ha avuto nel creare una lingua nazionale. Questo però alle superiori lo puoi raccontare quando fai Manzoni come qualunque altro autore; come opera da studiare nella sua interezza proprio per scopi linguistici e storico-linguistici, è più adatta ad un’università, dove si presume ci vada chi è effettivamente interessato a queste faccende.

      (E comunque, du palle i promessi sposi dai. Va bene leggerne qualche estratto, ma praticamente tutto il libro è anche evitabile)

    12. Zestyclose_Ad8420 on

      che poi ormai visto che intere generazioni di Italiani lo hanno studiato ha un ruolo contemporaneo proprio per quello, E’ perfetto per il quarto/quinto anno, da insegnare con un inquadramento diverso pero’, perche’ in effetti molti risvolti dei promessi sposi sono ancora vivissimi.

      quanti di voi lo hanno riletto da adulti? e’ piu’ bello di quanto vi ricordiate.

    13. freeksss on

      Bene, ma viene da quelli.che vogliono il latino alle medie.

    14. Io sposterei i Promessi Sposi al primo anno, di lettere e filosofia pero’. Stiamo sempre a rimestare lo stesso brodo fatto di testi polverosi e inattuali, intanto questi poveri liceali che a stento parlano l’italiano si ammorbano e identificano la pagina scritta con qualcosa di distante, inutile. Infatti, vai a vedere le statistiche, o banalmente fai un rapido censimento delle tue conoscenze, e trovi un livello di alfabetizzazione imbarazzante, mentre per la quantita’ di Manzoni, Dante & soci che ci siamo sciroppati dovremmo essere tutti Leopardi redivivi.

    15. peopeopeopeo10 on

      Da levare del tutto dai programmi

      Anni a buttare il tempo studianosi la trama di un romanzo introdotto originariamente per insegnare l’italiano tramite un romanzo contemporaneo. Che ottusamente è diventato una sorta di “testo sacro” da imparare a memoria in tutti i suoi personaggi trame ecc. assuro

    16. quellofool on

      > La Divina Commedia non sarà più distribuita lungo tre anni, ma concentrata tra terzo e quarto anno.

      Hold up

    17. MoonWorseBoy on

      Secondo me I promessi sposi avrebbe solo bisogno di una svecchiata, ad esempio con una trasposizione cinematografica stile Guy Ritchie, con i flashback di Fra Cristoforo che picchia tutti col tirapugni.

    18. Sarebbe ironico se si decidesse collettivamente di fare Il Nome della Rosa al posto de I Promessi Sposi visto il famoso discorso di Eco su “La Scuola fa odiare i classici” in cui diceva proprio di aver adorato I Promessi Sposi perché lo aveva letto per conto suo.

    19. logicaoreobot on

      L’ironia di usare un’immagine generata dall’IA per l’articolo… A nessuno frega più un cazzo dell’arte

    20. artstoria99 on

      Ma solo a me la lista di autori proposti come sostituti sembra supersbilanciata?
      Italo Calvino per un biennio è molto facile, dovrebbe essere affrontato già alle medie…
      Dostoevskij invece prima di terzo/quarto ma pure quinto anno è tosto.

      Comprendo voler spostare Manzoni al quarto anno per ragioni di competenze, ma non sono una fan di levarlo fuori dagli anni della scuola dell’obbligo.

      Poi io sarei anche concorde di far Dante in 2 anni invece che 3 (Paradiso veramente troppo ostico), purché il nuovo sistema non inifici troppo sull’apprendimento degli studenti.

      Boh io ho sempre l’impressione che sti cambi abbassino l’asticella, ma è vero che il programma di letteratura è sempre stato eccessivamente denso…

    21. CommanderP5 on

      A noi alle superiori avevano fatto leggere Il Giardino dei Finzi Contini ed Il Ponte sulla Drina..

      Avrei di gran lunga preferito i Promessi Sposi..

      Due palle megagalattiche!

    22. davide0033 on

      uhh, noi lo stiamo facendo adesso, ovvero il quarto anno. da noi è così da parecchio

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